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SCUOLA/ Per insegnare una lingua bisogna essere professori o "artigiani"?

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In occasione della Convention di Diesse del 12 e 13 ottobre fra le Botteghe dell'Insegnare, percorsi di formazione condotti da uno o più responsabili di Bottega, ha preso avvio la Bottega di Lingua e letteratura inglese, il cui percorso annuale affronterà, attraverso gli incontri on line e in presenza (calendario reperibile sul sito www.diesse.org, sez. "Le Botteghe dell'Insegnare"), alcune delle problematiche presenti oggi nella scuola italiana in merito all'insegnamento della lingua inglese. Una buona introduzione allo spirito della Bottega può venire, non a caso, dal mondo anglofono, ed in particolare dalla voce di chi, secondo Harold Bloom, ha "inventato l'umano", William Shakespeare. In un canone dove anche le opere minori sono perle, una si presta sommamente a questo scopo: Amleto, con il suo eroe tragico, il Principe di Danimarca e "gli altri". Fra gli altri, uno in  particolare, Orazio, l'amico di Amleto.

Nella vita, e non solo nei teatri, ci sono gli Amleti, che salgono labirintiche scale, si rimirano in grandi specchi, ammirano il capolavoro che è l'uomo, deprecano il marciume di letti incestuosi e di terre marce, e odono moniti che nessun'altro ode. Ed ogni Amleto ha il suo Orazio, Sancho Panza  rinascimentale pieno di buon senso, magari raffinato e cortese. Ma "There is no tragedy in him because he does not consider curiously", "Nessuna tragedia in Orazio, perché non considera curiosamente". "Consider curiously" è quanto fa invece Amleto, mentre rigira fra le mani un tappo di botte fatto con la polvere di Alessandro il Grande, condividendo con Orazio, l'amico caro, la  riflessione, decisamente rigorosa e decisamente iperbolica, su un mistero, la dissoluzione della fama e della carne, a tutti comprensibile, e per tutti "undiscovered country". 

Che il buon Orazio rifugge: "Twere to consider too curiously to consider so", "È considerare troppo curiosamente considerare così". Orazio ha la sua "Philosophy", che per lui non è la "question" ("domanda" o "questione" piuttosto che "problema" perché, etimologicamente, essa è "quest", ricerca che si fa viaggio verso la meta), ma la difesa contro tutto quello che sta in cielo ed in terra. È pur vero che Orazio raccoglie il testimone nella staffetta della memoria da una generazione all'altra, sul palcoscenico della storia, da Amleto morente. Ma il dramma si chiude qui, senza che, nella storia, sia dato sapere se Orazio diverrà, finalmente, non Amleto, ma una cosa ben più ardua ed ardita: Orazio.

Si possono trovare degli Orazi che raccolgano il testimone di Amleto in punto di morte, e che possano costruire la storia essendo Orazi? O, appena fuor di metafora, si può ancora trovare chi consideri "troppo curiosamente" nella scuola? 



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