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SCUOLA/ Alternanza scuola-lavoro, ecco i rischi del "pensiero debole"

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Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)

Sessanta giorni che saranno la "quaresima lunga" dei tanti che non solo se ne riempiono la bocca, ma vivono l'alternanza scuola-lavoro. L'obiettivo del ministro pare proprio quello di scrivere un regolamento dello studente "alternato" (ovvero che vive l'esperienza di alternanza ex legge Moratti; alternanza però ora intesa come strumento, più che come metodo!) che avrà, per il ministero, il merito di circoscrivere una zona attualmente di difficile definizione; per tutti gli altri il demerito di limitare la libertà e fantasia didattica che i docenti più moderni stanno sfruttando per costruire veri e propri percorsi misti "alla tedesca". 

Ancor più grave, poi, l'ingiustificata limitazione al solo "ultimo biennio", che pure mai è citato nella legge 53 che ispira questo intervento.

La pubblicazione di un regolamento così concepito sortirebbe due effetti: l'irrigidimento burocratico in materia di alternanza, che è la prima cura contro ogni sperimentazione virtuosa; la delusione doppia di chi sta vedendo nella legge in commento un passo avanti, il primo sole di una prossima estate legislativa. 

Spetta al ministro essere coerente con ciò che ha voluto scrivere e che spesso dichiara anche ai media; agli operatori della scuola e della formazione professionale il compito di non abbassare la guardia e pretendere la realizzazione delle tante promesse scritte tra le righe delle nuova legge 128.

@EMassagli



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