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SCUOLA/ Tfa, Pas e concorso, cosa rimane delle "tre carte"?

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Théodore Géricault, La zattera della Medusa, particolare (1818-19) (Immagine d'archivio)  Théodore Géricault, La zattera della Medusa, particolare (1818-19) (Immagine d'archivio)

Peraltro, l'inserimento dei tieffini  nelle Gae, che eviterebbe il superamento di un concorso, farebbe di fatto saltare la separazione tra abilitazione e reclutamento. E così, il Tfa, nato come strumento per un nuova modalità di formazione e assunzione dei giovani laureati, si sta tramutando in un percorso molto simile alle vecchie Ssis, contraddicendo le sue intenzioni iniziali.

2. Il secondo canale di accesso, i Percorsi abilitanti speciali, previsti nella prima modifica al decreto istitutivo del Tfa, sono sbucati dal percorso carsico al termine dello scorso anno scolastico (DDG 58/2013): per accedervi era necessario il possesso di tre anni lavorativi nella scuola tra il 1999/2000 e il 2012/2013. Non sono state previste prove selettive. La bozza di decreto per l'avvio dei Pas, discussa in questi giorni, prevede l'avvio a dicembre: ma i tempi sono molto stretti, visto che alcune università stanno ancora accertando la correttezza dei requisiti di ammissibilità.

Secondo il ministero il numero totale degli aspiranti è pari a 68.892 unità (23mila circa per abilitarsi all'insegnamento nella primaria e infanzia, 45mila circa per la secondaria). Un problema da sbrogliare è legato alla capacità ricettiva dei singoli atenei. Teniamo presente che le università hanno accolto circa 11mila corsisti per il Tfa – e la macchina è partita con una certa fatica –, ora il carico è sei volte tanto. 

Per i prossimi anni, questo canale risulterà essere – probabilmente – quello privilegiato per la formazione dei neodocenti: si tratta comunque di un percorso "speciale" che non garantisce l'accesso dei più giovani. Per questo bisognerebbe far ripartire anche il Tfa ordinario, ma questo iter si è inabissato nei più profondi meandri carsici. Le ultime notizie sono ferme a un intervento del ministro (agosto 2013), che ha dichiarato di aver trasmesso la richiesta "di autorizzazione a bandire il prossimo ciclo di tirocinio formativo attivo ordinario per oltre 29mila posti". Sarebbe veramente da auspicare che ciò avvenisse, ma se sommiamo i corsisti dei Pas e del Tfa, otteniamo un numero probabilmente superiore alle effettive capacità ricettive degli atenei.

Per ora, il Tirocinio formativo attivo, nato con l'intento di offrire un accesso stabile e ordinato ai giovani di talento, desiderosi di intraprendere la professione docente, si è inabissato: non ci è dato sapere se a causa di procedure burocratiche da assolvere o per mancata volontà politica.

Intanto i futuri abilitati con i Pas, essendo le Gae chiuse, potranno solo iscriversi nella II fascia (abilitati) delle graduatorie d'istituto per le supplenze, e partecipare ai concorsi a cattedra, se e quando saranno banditi: per ora se ne sono perse le tracce.

3. Così i giovani laureati non possono neppure sperare nel cosiddetto concorsone: non si parla più di un nuovo bando (nonostante l'ex ministro Profumo, che lo aveva voluto, ne avesse più volte annunciato l'avvio di un secondo per la primavera-estate 2013, per garantire l'accesso in ruolo ai futuri abilitati del Tfa). 



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