BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Precari, l'Ue è solo la foglia di fico dei sindacati

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Certo che esiste un problema sindacale: la mortificazione di chi aspira a un lavoro. Certo che esiste anche un problema finanziario: troppo semplice esigere di assumere tutti senza compartecipare al problema del reperimento e dell'uso delle risorse.

Ma la vera natura del problema è che la vastità del precariato rende difficile (quando non impossibile in certe situazioni come negli istituti professionali che detengono il maggior primato) una valido lavoro culturale, formativo ed educativo con gli allievi, perché in questo lavoro sono decisive la stabilità, la continuità, la preparazione e la dedizione e passione che così verrebbero favorite.

Le risposte al monito comunitario indirizzato al Miur, apparse sui giornali, hanno l'aria del solito diversivo: sostenere che la trasformazione delle graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento sia una soluzione del precariato è una battuta che non va detta ad alta voce nè ai precari, nè ai giovani insegnanti, né alle famiglie, poiché si calcola che per esaurirle occorreranno circa 12 anni. Sostenere che l'assunzione, quest'anno, di 11mila docenti (ammesso e non concesso che tanti saranno) sia una soluzione, è un'altra battuta che può prendere sul serio solo un burocrate che passa le carte ad altri.

Le battute sindacali, poi, mostrano ancor di più la vacuità culturale di fronte al problema, visto che l'unico interesse che viene difeso è solo l'assunzione generalizzata degli attuali precari. Al sindacato pare non interessare né il problema del reperimento delle risorse finanziarie per realizzare questo obiettivo, né tantomeno il problema del rapporto tra discipline insegnate dagli attuali precari, necessità della scuole e verifica della preparazione (i pochi giovani assunti con concorso debbono superare una selezione almeno quantitativamente notevole).

Credere di uscire dal gravissimo problema modificando qualche pezzetto degli attuali meccanismi (fare un test preselettivo prima delle prove o altro) o modificando le sedi (dal concorso nazionale al regionale o dal regionale al nazionale come avverrà per i dirigenti scolastici) è solo fare esercizio di piccola "tecnologia" burocratica.

Chi ha sollecitato l'intervento della Ue (sindacati e associazioni) non l'ha fatto certo per interesse alla qualità formativa della scuola. Lo stesso monito soffre di un'origine prettamente amministrativa. Ma se questo, con tanto di minaccia della multa, solo ottenesse l'effetto di costringere a rompere gli attuali schemi di reclutamento, allora non si tratterebbe della solito diverbio tra istituzioni.

Purtroppo questo monito cade in un momento in cui gli interessi della politica e del sindacato sono altrove, non certo diretti al livello culturale, professionale ed educativo dei nostri giovani.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >