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SCUOLA/ Si può fare religione senza voler "convincere" nessuno?

"Le cronache di Narnia" di C.S. Lewis offrono l'opportunità di comunicare ai giovani il cuore dell'avvenimento cristiano. Fuori da ogni intento apologetico. ROBERTO GRAZIOTTO

Chi è il leone nelle Chi è il leone nelle "Cronache di Narnia"? (Infophoto)

LIPSIA - Caro direttore,
Lorenzo Albacete ha scritto con una certa ragione che negli ultimi giorni non vi è stata nessuna notizia così profonda come il 50simo anniversario dell'assassinio di Kennedy.

In questa data muore anche un grandissimo scrittore e professore di letteratura: Clive Staples Lewis. Questo avvenimento non ha ovviamente la portata politica dell'altro, ma credo che debba essere ugualmente ricordato e che abbia un'importanza umana non inferiore.

Lo faccio qui nella forma di una testimonianza personale. Su questo autore, nato il 29 novembre 1898 a Belfast (Irlanda del nord), in una famiglia protestante (il padre era avvocato), è stato scritto già moltissimo, moltissimo è stato scritto anche sulla sua amicizia con un grande autore, questa volta cattolico: J.R.R. Tolkien. Tutto queste informazioni le do per scontate. Come do per scontato che si tratta dell'autore che ha scritto una delle storie più geniali di fantasia per bambini e non: Le cronache di Narnia, di cui ultimamente sono stati girati anche tre film.

Negli anni novanta in Baviera, nella diocesi di Monaco e Frisinga ho insegnato religione nella Grund- e Hauptschule; insomma nelle suole elementari e in quella forma di scuola che nel sistema scolastico tedesco si potrebbe descrivere come una scuola di avviamento professionale.

Venivo dal mondo universitario ed editoriale e mi trovavo di fronte a bambini e ragazzi (quelli della Hauptschule, mentre i primi quattro anni di elementari sono in comune per tutti), che non avevano una pretesa intellettuale come quelli che vanno al liceo, ma non volevo offrire di meno e come insegnante di religione volevo presentare anche a loro ciò che più mi sta a cuore, il "cuore" dell'avvenimento cristiano.

I film sulle cronache di Narnia non erano ancora usciti, ma Le cronache di Narnia erano già molto conosciute e tradotte in tedesco. In italiano lo sono presso la Mondadori. Così cominciai a leggere queste storie ai bambini a partire dalla quarta elementare e poi nella Hauptschule fino alla settima classe, in cui i ragazzi avevano tredici anni. Leggevo in modo teatralmente efficace, facevo di dipingere ai ragazzi delle scene o degli aspetti della storia che li avevano particolarmente colpiti o recitare alcune scene della storia stessa.

Leggendo e lavorandoci su si apriva ai ragazzi (ma anche a me) una vera visione teologica del mondo: i misteri della cristologia, nel secondo volume (Il leone, la strega e l'armadio), in cui i quattro ragazzi: Lucy, Edmund, Susi e Peter arrivano a Narnia, attraverso un armadio, che si trovava nella casa di un professore da cui abitavano perché a Londra c'era la guerra.