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SCUOLA/ C'è una violenza sui bambini che si "traveste" da tolleranza

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Il primo documento è la "Strategia Nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere" emanato dalla Fornero poco prima della caduta del governo Monti. In questo documento si rinviene nella scuola il canale più idoneo per "cambiare e modificare attitudini e comportamenti specifici, nell'educare al rispetto delle differenze". "A tal fine − prosegue il documento − sarebbe auspicabile un'integrazione delle tematiche LGBT (Lesbiche Gay Bisessuali Transessuali) nei programmi scolastici e una promozione dell'informazione e comunicazione non stereotipata, rispettosa delle identità di genere e degli orientamenti sessuali. Occorre altresì progettare percorsi innovativi di formazione in materia di educazione all'affettività che partano dai primi gradi dell'istruzione, proprio per cominciare dagli asili nido e dalle scuole dell'infanzia a costruire un modello educativo inclusivo, fondato sul rispetto delle differenze, che costituisca una risorsa non solo per chi fa parte della comunità LGBT, ma per tutti i bambini". Recita inoltre il documento che "La formazione dovrà prevedere corsi di aggiornamento costanti e rientrare pel piano nazionale di aggiornamento" e dovrà "valorizzare l'expertise delle associazioni LGBT in merito alla formazione e sensibilizzazione dei docenti, degli studenti e delle famiglie, per potersi avvalere delle loro conoscenze per rafforzare il legame con le reti locali".

La direttiva Fornero è stata recepita dall'attuale governo, che con la legge Carrozza n. 128/2013 stanzia 10 milioni di euro per la formazione obbligatoria dei docenti sui temi sopra citati. Caso unico nella storia della formazione docente, per questa formazione è previsto appunto il concorso di un non meglio precisato associazionismo (evidentemente LGBT). All'art. 16 lettera d) la legge finalizza la formazione dei docenti all'aumento delle competenze relative all'educazione all'affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere e al superamento degli stereotipi di genere…". Ma cosa significa "superamento degli stereotipi di genere" se non che la scuola deve scardinare la concezione naturale della sessualità, definita come stereotipo, cioè modello convenzionale, opinione precostituita, semplicistica, che non ha fondamento razionale, ma che si ripete meccanicamente e acriticamente.

Se dovesse diventare realtà la legge sull'omofobia, nemmeno le scuole paritarie potrebbero esimersi dall'applicare simili direttive nello svolgimento dei propri programmi.

Non si tratta, come alcuni vorrebbero, di prender posizione "contro" qualcuno (tantomeno contro le persone omosessuali, che hanno diritto a rispetto e comprensione come chiunque altro). Si tratta invece di difendere i caratteri distintivi della persona umana, la libertà dei cittadini e in particolare la libertà di educazione da leggi che ne sconvolgono la natura.



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