BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Le classi ponte? Evviva i "ghetti" se danno buoni risultati

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Si violerebbe l'autonomia? Ma il potere centrale ha il dovere di presidiare gli snodi critici del sistema, come è questo, in luogo di cavillare e delirantemente normare su tutte le possibili e variegate disfunzioni dell'apparato di apprendimento degli infelici allievi autoctoni. Ed allora le scuole – quelle di buona volontà ed assediate dal problema − si arrangiano come possono, senza soldi, appoggiandosi ora alle elargizioni o ai servizi degli enti locali, anch'essi in via di estinzione finanziaria, ora alle disponibilità residue di orario degli insegnanti willing, ora ai lacerti del Fondo di istituto. Lezioni al pomeriggio? Per allievi che a volte faticano a frequentare al mattino anche perché non ci capiscono molto? E con che soldi?

Ma gli orientamenti del milieu pedagogico italiano e dei politici tutti demagogia-e-paternalismo mettono l'integrazione socializzante, quasi affettiva, al primo posto, attenzione spesso eccessiva verso gli aspetti "culturali" dell'inserimento, per lo più di scarsa rilevanza oggettiva; l'apprendimento, come l'intendenza, seguirà – se va bene. Una integrazione necessariamente al ribasso per tutti, autoctoni e immigrati, che penalizza soprattutto questi ultimi.

Forse ci si dovrebbe  preoccupare di più del fatto che i risultati del Servizio nazionale di valutazione ci dicono che al Sud le scuole nella fascia dell'obbligo presentano una forte differenziazione dei risultati fra le classi, probabile conseguenza di una formazione delle classi discriminatoria fra classi sociali. In questo caso però non si vedono battaglie di stampa e di opinione, anche se mancano davvero ragioni presentabili per questa pratica.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.