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SCUOLA/ Le riforme, il merito della Carozza e i demeriti della politica

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L'idea di Luigi Berlinguer era giusta (Infophoto)  L'idea di Luigi Berlinguer era giusta (Infophoto)

La sperimentazione della Carrozza ha il merito di riaprire il discorso su tutto ciò. Nulla di più. Perché, ad un occhio smaliziato la sperimentazione autorizzata potrebbe anche apparire come un ennesimo rinvio e una fuga per i campi, vista la mancanza di volontà politica dei governi passati e di questo governo di camminare sulla strada maestra delle riforme volte a mettere in asse il sistema di istruzione con le biografie individuali dei ragazzi. Tuttavia sarebbe ingeneroso imputare alla sola Carrozza un blocco delle riforme che invece è l'effetto del reciproco assedio di forze politiche, che, governando insieme, impediscono, ciascuna all'altra, di "ferire" con riforme radicali il proprio elettorato. 

Perciò, limitiamoci a prendere sul serio il tentativo, affinché la sperimentazione sia rigorosa, pubblicamente trasparente e, soprattutto, se ne tragga un bilancio coram omnibus. La politica, i sindacati, l'amministrazione scolastica hanno coste frastagliate e dispongono di porti delle nebbie dove nel corso dei decenni molte navi hanno attraccato e più nessuna ha ripreso il largo. La discussione che la sperimentazione ha provocato può contribuire a illuminare la "metafisica occulta" e trasversale della cultura politica conservatrice, che è egemone nella scuola, che si esprime in un assioma elementare: bisogna cambiare i ragazzi, non il sistema; i ragazzi si devono adattare alle domande vincolanti del sistema. Contano le cattedre, i posti di lavoro, gli orari, tanto a settimana, il tutto rigidamente immobilizzato da leggi e contratti-leggi. Questa la costante, i ragazzi sono la variabile. Peggio per loro! 

Ed è il peggio che, appunto, sta già accadendo. C'è da scommettere che nessuna forza politica e sindacale si riconosca in questo giudizio. Eppure, vent'anni di seconda Repubblica confermano che solo quel presupposto è in grado spiegare razionalmente l'immobilità delle politiche e il declino del sistema di istruzione. E l'eterno movimento delle parole dei dibattiti, dei talk-show, dei programmi elettorali, dei disegni di legge e dei decreti legislativi? Direbbe sempre san Paolo: "un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna". Null'altro.

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COMMENTI
29/11/2013 - Ministro, non si gestisce così la scuola! (Vincenzo Pascuzzi)

Ma quale sperimentazione! L’esito positivo è sicuro, certo, scontato! Già si sa che andrà tutto molto bene. Dovrà! Non si tratta infatti di sperimentazione reale, ma solo nominale, di un cuneo irreversibile. Forse non è stato un capriccio, uno sghiribizzo, una trovata del ministro attuale, né un seguito obbligato di iniziative dei suoi predecessori, ma si tratta della attuazione di un “coerente e pluriennale disegno che punta ad un’università ridotta all’osso” (v. Alessandro Ferretti, ilfattoquotidiano.it, 13.11.2013) e che include anche la scuola media e superiore. Il ministro Carrozza ha autorizzato alla chetichella, di soppiatto, non si aspettava reazioni o levate di scudi. Ma ora è iniziata, è già in atto una campagna di sostegno mediatico, che sembra spontanea, occasionale, ma forse non lo è. Ministro, non si gestisce così la scuola!

 
29/11/2013 - articolo cominelli (sergio bianchini)

Il pezzo è, come al solito, bello e…disperato. Si potrebbe esplicitare, per consolare gli oppositori, che la dotazione organica complessiva potrebbe non essere toccata lasciando le eccedenze agli istituti scolastici. Ma vedo che l'argomento costi non viene mai toccato come positivo in sè. La normalizzazione dei curricoli totali e annuali produrrebbe in italia un risparmio dal 20 al 30 per cento della spesa corrente per la scuola. Questo risparmio a mio parere deve essere trattato apertamente con un dibattito specifico su come eventualmente investirlo ma dandolo per elemento ultrapositivo. Cosa che in un paese al fallimento dovrebbe essere ovvia ma che i nostri "nobili" umanisti evidentemente non capiscono e si permettono lussi di spesa catastrofici ed oppressivi per gli alunni condannati ad un vero e proprio martirio.

 
28/11/2013 - Attenzione ad agitare l' imbarcazione (Carlo Cerofolini)

Premesso che in Italia le sperimentazioni di norma si fanno con il trucco, ovvero qualunque sia il risultato si va comunque nella direzione che politicamente si era deciso a prescindere, come anche insegna la sperimentazione che fu fatta negli anni 60 prima di varare la scuola media unica, che poi di unico ha solo la creazione di studenti che ignorano. Ciò detto e considerata pure la fallimentare esperienza in qualità e quantità, mutuata dal sistema anglosassone a noi completamente estraneo, dell’università del 3+2 con i cervellotici crediti – lascito non tanto del ministro Zecchino, che la varò ma di Luigi Berlinguer – se si arriverà a varare i ciclo delle superiori di quattro anni le cose non potranno che peggiorare ulteriormente e se anche si avranno più diplomati occorre sempre e comunque ricordarsi che qualità per quantità è una costante. Per rilanciare la scuola e l’istruzione occorre invece operare non con slogan o facili scorciatoie ma avere chiari obbiettivi e metodi che devono essere abbinati, imprescindibilmente, a risorse economiche adeguate ordinarie e straordinarie, che non sono né si prevede possibile che ci saranno a breve, nonché di personale valido e motivato (vasto programma?). Quindi, al momento, è molto pericoloso agitarsi, perché l’imbarcazione dell’istruzione è malconcia e potrebbe affondare.