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SCUOLA/ Ecco la "formula" per cacciare i docenti incapaci

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È come se il medico si limitasse alla diagnosi senza avere la possibilità di applicare alcuna terapia.

Meglio lasciare il paziente nella beata presunzione di essere sano, anche se di lì a poco lo aspetta la morte.

Non si è ancora capito o non si vuole capire che all'origine dei risultati disastrosi dei nostri alunni c'è un problema di sistema: il monopolio statale centralistico della scuola.

Un sistema scolastico napoleonico e ingessato come il nostro non può essere destinato che a un ulteriore progressivo degrado.

(Giuliano Romoli)
Scuola Spallanzani, Casalgrande, Reggio Emilia



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COMMENTI
05/11/2013 - L'Invalsi e i presidi-manager o presidi-sceriffi (Vincenzo Pascuzzi)

Si capisce che, secondo l’autore della lettera pubblicata, non esiste nessuna ombra di dubbio sulle capacità professionali, tecniche, morali, ecc., ecc. di TUTTI i presidi. Nessun preside rientra nella categoria degli incapaci, per cui è inutile cercare anche la eventuale “formula” gemella per cacciare i presidi incapaci! Non serve! Altra rassicurante certezza è costituita dai test Invalsi: esatti, precisi, scrupolosi, affidabili come e più dei cronometri svizzeri! Graditissimi a tutto, proprio tutto il mondo della scuola! Tanto che tutto il mondo ce li invidia! Anche il paragone con la Fiat è azzeccatissimo, istruttivo, edificante. Infatti non è assolutamente vero che Marchionne “a Pomigliano vuole fare una nuova auto alimentata a sangue di operaio” (v. “Sole a catinelle” di Checco Zalone), né che sia in atto il tramonto della Fiat (v. “Marchionnemente” de Il Fatto Quotidiano e “Il gigante è al tramonto” di Wall Street Italia), né che le vendite siano in calo di quasi il 9% in ottobre. Ma lasciamo il tono semiserio, ironico, sarcastico o caustico (e forse conviene esplicitarlo a …. qualche lettore frettoloso o distratto!) e parliamo più seriamente della citazione di Andrea Ichino da parte del preside Romoli. L’articolo di A. Ichino è apparso sul Corriere del 21 ottobre scorso con il titolo “Tre scelte strategiche sulla scuola perché l’Italia torni a competere”. LEGGI TUTTO: http://www.orizzontescuola.it/news/test-invalsi-e-presidi-manager-o-presidi-sceriffi

 
03/11/2013 - SONO I GENITORI CHE POSSONO VALORIZZARE I DOCENTI (Gianni MEREGHETTI)

Questione decisiva quella posta in questo articolo. Una scuola è credibile se sa valorizzare i suoi docenti validi e sa sostituire quelli incapaci. Il problema serio è come identificare gli uni e gli altri e con quali strumenti promuovere o sostituire. La questione di capire chi siano o chi non siano i docenti validi in Italia per ora è impostata male, perchè si attribuisce ad un ente gestito da insegnanti la responsabilità di identificare chi vale e chi no. E tutti ben sappiamo che se spettasse ai presidi o ad una associazione di insegnanti la valutazione dell'efficacia dell'insegnamento ci sarebbe da dubitare fortemente sulla credibilità dei risultati. E la ragione è semplice, è che un preside o un insegnante proietterebbe su chi valuta la sua immagine di insegnamento e quindi procederebbe a favorire chi assomiglia a lui o a lei. Se la valutazione fosse gestita da insegnanti sarebbe solo da temere! Invece chi sa se un insegnante è valido o no? Gli studenti e le loro famiglie. Per questo nella valutazione bisogna far spazio a loro, perchè sanno identificare tra i loro insegnanti chi è valido e chi no. Bisognerà integrare il dato, considerarlo a confronto con i diversi fattori della vita scolastica, ma è un dato già significativo. Bisogna in ogni caso partire da qui, dalla soddisfazione che nutrono gli studenti e le loro famiglie, perchè questo è un indice del valore della scuola, significa che sa cogliere il valore di chi ha davanti ogni giorno.

 
03/11/2013 - Non sono gli insegnanti ad essere incapaci (enrico maranzana)

“Come osserva Andrea Ichino, se i risultati del nostro sistema scolastico sono disastrosi bisogna smantellare il sistema centralistico” .. si tratta di un’asserzione falsa [CFR in rete - Una composizione fuori traccia: 'Liberiamo la scuola' di A. Ichino e G. Tabellini”]. La questione di fondo ha natura scientifica: la scuola non possiede la cultura dell’organizzazione e, al contempo, non è capace di leggere e gerarchizzare le norme. La divaricazione tra la volontà del legislatore e l’ordinaria gestione delle scuole è molto, molto profonda, divergenza che deriva da una direzione che guarda al passato, incapace di gestire la complessità del problema educativo.