BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Ecco la "formula" per cacciare i docenti incapaci

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Caro direttore,
la valutazione del sistema scolastico sarebbe buona cosa, se essa producesse effetti benefici sulla sua efficienza ed efficacia.

Ora, le prove Invalsi sono nate con questo obiettivo. Abbiamo ormai sottomano risultati in forma analitica e grafica, analisi sottili e documentate delle prestazioni di ogni singolo studente e medie delle prestazione di classe, di istituto, di zone geografiche e di sistema.

All'origine dei vuoti di preparazione degli alunni ci sono necessariamente inadempienze del sistema scolastico a livello di singolo insegnante o di istituto.

Mettiamoci nei panni di un preside nella situazione attuale del sistema scolastico statale. Se questi dovesse riscontrare pessimi risultati in matematica nelle classi affidate a un certo insegnante, se si accorgesse che quell'insegnante è del tutto incompetente e incapace di un'azione didattica efficace, cosa potrebbe fare? Alla Fiat un ingegnere incapace, che fa danni, verrebbe immediatamente licenziato. Nella scuola questo non è possibile. Il preside potrebbe richiamarlo alla necessità di un aggiornamento, ad un maggior impegno nella preparazione delle lezioni, poi? Un insegnante di ruolo è inamovibile. Mi è capitato di vedere insegnanti che, a una lettera di diffida del preside, hanno risposto con la minaccia di una querela.

E se poi il preside dovesse accorgersi che le carenze non riguardano il singolo insegnante, ma investono l'intero istituto, cosa potrebbe fare? La Fiat chiuderebbe lo stabilimento e dirotterebbe le risorse verso stabilimenti più produttivi. Se le prove Invalsi dimostrassero che gli istituti paritari conseguono risultati migliori delle scuole statali, verrebbe naturale pensare che lo Stato dovrebbe favorire questo segmento del sistema pubblico di istruzione invece che dissanguarlo. 

Si potrebbe obiettare che il paragone tra Fiat e scuola non è pertinente, perché la scuola non è un'azienda. Giusto. La scuola è più di un'azienda, perché forma uomini e non costruisce macchine. Di conseguenza, occorrerebbe ancora una maggior severità di fronte a inadempienze, pigrizie, cialtronerie e incompetenza.

Ma il nostro sistema scolastico è fatto a misura di docente, non di alunno. Prevalgono gli interessi dei primi sui secondi.

Come osserva giustamente Andrea Ichino, se i risultati del nostro sistema scolastico sono disastrosi, bisogna smantellare il sistema centralistico e super garantista che da troppo tempo ormai affligge la nostra scuola e liberare le forze innovative che pure esistono e che potrebbero davvero operare una svolta se dotate della giusta autonomia. Dare la scuola in mano a chi la sa fare.

Le prove Invalsi servono solo se il sistema ha la possibilità di riformarsi e migliorarsi, se no buttiamo via i soldi per l'ennesimo adempimento burocratico.



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
05/11/2013 - L'Invalsi e i presidi-manager o presidi-sceriffi (Vincenzo Pascuzzi)

Si capisce che, secondo l’autore della lettera pubblicata, non esiste nessuna ombra di dubbio sulle capacità professionali, tecniche, morali, ecc., ecc. di TUTTI i presidi. Nessun preside rientra nella categoria degli incapaci, per cui è inutile cercare anche la eventuale “formula” gemella per cacciare i presidi incapaci! Non serve! Altra rassicurante certezza è costituita dai test Invalsi: esatti, precisi, scrupolosi, affidabili come e più dei cronometri svizzeri! Graditissimi a tutto, proprio tutto il mondo della scuola! Tanto che tutto il mondo ce li invidia! Anche il paragone con la Fiat è azzeccatissimo, istruttivo, edificante. Infatti non è assolutamente vero che Marchionne “a Pomigliano vuole fare una nuova auto alimentata a sangue di operaio” (v. “Sole a catinelle” di Checco Zalone), né che sia in atto il tramonto della Fiat (v. “Marchionnemente” de Il Fatto Quotidiano e “Il gigante è al tramonto” di Wall Street Italia), né che le vendite siano in calo di quasi il 9% in ottobre. Ma lasciamo il tono semiserio, ironico, sarcastico o caustico (e forse conviene esplicitarlo a …. qualche lettore frettoloso o distratto!) e parliamo più seriamente della citazione di Andrea Ichino da parte del preside Romoli. L’articolo di A. Ichino è apparso sul Corriere del 21 ottobre scorso con il titolo “Tre scelte strategiche sulla scuola perché l’Italia torni a competere”. LEGGI TUTTO: http://www.orizzontescuola.it/news/test-invalsi-e-presidi-manager-o-presidi-sceriffi

 
03/11/2013 - SONO I GENITORI CHE POSSONO VALORIZZARE I DOCENTI (Gianni MEREGHETTI)

Questione decisiva quella posta in questo articolo. Una scuola è credibile se sa valorizzare i suoi docenti validi e sa sostituire quelli incapaci. Il problema serio è come identificare gli uni e gli altri e con quali strumenti promuovere o sostituire. La questione di capire chi siano o chi non siano i docenti validi in Italia per ora è impostata male, perchè si attribuisce ad un ente gestito da insegnanti la responsabilità di identificare chi vale e chi no. E tutti ben sappiamo che se spettasse ai presidi o ad una associazione di insegnanti la valutazione dell'efficacia dell'insegnamento ci sarebbe da dubitare fortemente sulla credibilità dei risultati. E la ragione è semplice, è che un preside o un insegnante proietterebbe su chi valuta la sua immagine di insegnamento e quindi procederebbe a favorire chi assomiglia a lui o a lei. Se la valutazione fosse gestita da insegnanti sarebbe solo da temere! Invece chi sa se un insegnante è valido o no? Gli studenti e le loro famiglie. Per questo nella valutazione bisogna far spazio a loro, perchè sanno identificare tra i loro insegnanti chi è valido e chi no. Bisognerà integrare il dato, considerarlo a confronto con i diversi fattori della vita scolastica, ma è un dato già significativo. Bisogna in ogni caso partire da qui, dalla soddisfazione che nutrono gli studenti e le loro famiglie, perchè questo è un indice del valore della scuola, significa che sa cogliere il valore di chi ha davanti ogni giorno.

 
03/11/2013 - Non sono gli insegnanti ad essere incapaci (enrico maranzana)

“Come osserva Andrea Ichino, se i risultati del nostro sistema scolastico sono disastrosi bisogna smantellare il sistema centralistico” .. si tratta di un’asserzione falsa [CFR in rete - Una composizione fuori traccia: 'Liberiamo la scuola' di A. Ichino e G. Tabellini”]. La questione di fondo ha natura scientifica: la scuola non possiede la cultura dell’organizzazione e, al contempo, non è capace di leggere e gerarchizzare le norme. La divaricazione tra la volontà del legislatore e l’ordinaria gestione delle scuole è molto, molto profonda, divergenza che deriva da una direzione che guarda al passato, incapace di gestire la complessità del problema educativo.