BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

UNIVERSITA'/ senza soldi ai migliori a cosa servono le "pagelle" dell'Anvur?

Pubblicazione:

Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)

Il riconoscimento del merito? Una pacca sulle spalle. I 41 milioni che sarebbero dovuti andare alle università più virtuose non ci sono, o meglio ci sono ma non possono venire destinati agli atenei e restano pertanto nella disponibilità del Mef. Il decreto scuola, di cui si attende entrol'11 novembre l'approvazione definitiva alla Camera, riesce a finanziare per 100 milioni le borse di studio ma non le università che rappresentano un'eccellenza nel Paese. Il commento di Carla Barbati, docente di diritto amministrativo e vicepresidente del Cun (Consiglio universitario nazionale).

La notizia è che gli atenei migliori sono rimasti a secco per un cavillo. Com'è possibile?
Non ho visto le carte, ma per quanto è stato dichiarato  si è trattato di un ostacolo di natura tecnica ed è alquanto verosimile, perché lo storno di fondi da un capitolo all'altro richiede procedure ben definite che assegnano un ruolo centrale alla Ragioneria Generale dello Stato. Se queste procedure non sono state poste in essere, è impossibile ottenere il risultato.

Forse sarà possibile recuperarli in sede di legge di stabilità.
Forse. Ma rimane un segnale importante, l'ennesimo, delle difficoltà interne di funzionamento con le quali si sta confrontando tutta la pubblica amministrazione e segnatamente l'amministrazione del settore universitario, che accusa una grave sofferenza in termini di risorse, di competenze organizzative e funzionali.

La graduatoria degli atenei virtuosi, e dunque penalizzati, è quella stabilita dall'Anvur lo scorso luglio. Se non ci sono i soldi per premiare il merito, il lavoro dell'Anvur è stato inutile?
Agli effetti della destinazione di incentivi finanziari, se non si recuperano quei denari il lavoro dell'Agenzia non può essere utilizzato. Può fornire se mai indicazioni per altri tipi di politiche e per altri interventi, posto che la promozione e l'incentivazione non si perseguono solo tramite strumenti di natura finanziaria. Resta l'esercizio di valutazione, il primo di questa ampiezza. Spetterà a quel punto alla sede politica, di governo, definirne il miglior utilizzo, anche sotto il profilo degli elementi conoscitivi che può trarne per la propria azione.

Mettiamola da un altro punto di vista. Se quei soldi fossero effettivamente arrivati alle università, il contribuente avrebbe la certezza che sarebbero stati ben spesi?
Occorre sempre verificare ex post come le risorse anche aggiuntive, di natura premiale, vengono utilizzate. Certamente sarebbero stati ben spesi in quanto l'investimento in università e dunque ricerca e cultura beneficia lo sviluppo intero di un paese. Questo è il presupposto che terrei sempre presente. Poi, su come effettivamente i singoli atenei premiati sarebbero andati a utilizzare le risorse, non si può che rinviare a un giudizio successivo, dopo che i soldi sono stati impiegati.

Ma il singolo ateneo sarebbe stato sovrano nell'utilizzo dei fondi?



  PAG. SUCC. >