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SCUOLA/ Se anche il decreto Carrozza "vende" i bambini all'ideologia del gender

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1. Il primo è la Raccomandazione CM/Rec(2010)5 del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa agli Stati membri sulle misure dirette a combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale o l'identità di genere, deliberata nel 2010 e subito accolta (mi risulta solo dall'Italia) dall'allora ministro Fornero che, oltre che di pensioni e lavoro si occupava anche di pari opportunità (cfr. la Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere, 2013-2015). Non risulta che tale atto abbia avuto l'assenso del Governo: certamente non ha avuto quello del nostro Parlamento. 

2. Il secondo è il recentissimo Standard per l'educazione sessuale in Europa redatto dall'Ufficio regionale europeo della Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) che intende dettare le linee guida per i programmi scolastici di tutti i Paesi europei.

3. Il terzo, e qui l'anello si chiude, è un comma, inserito nel decreto 104/2013 "Misure urgenti in materia di istruzione università e ricerca" nella stesura approvata dalla Camera dei deputati, che (art.16.1.d) stanzia 10 milioni di euro per la formazione degli insegnanti proprio sui temi di cui stiamo parlando. Caso unico, per questa formazione è previso il concorso di un non meglio precisato "associazionismo" (forse LGBT?).

In questi documenti, che riguardano tutti noi e di cui perciò sarebbe bene avere conoscenza diretta, le modalità argomentative sono molto differenti, ma sempre, quando dalle affermazioni generali si passa ad esemplificazioni l'educazione sessuale è sempre proposta solo secondo le categorie del "gender". Anche quando vengono ricordati i "superiori interessi del fanciullo" o che "le misure dovrebbero tener conto del diritto dei genitori di curare l'educazione dei propri figli", tali affermazioni appaiono irrilevanti rispetto alle modalità di azione proposte, anche per la collocazione marginale che ad esse viene data nel testo.

Per concludere. Il quadro che i fatti ricordati definiscono appare preoccupante, anzi, gravemente preoccupante, proprio perché legato a parole e motivazioni sempre gratificanti per la coscienza democratica di un normale cittadino. Si sta nuovamente affacciando nella vita del nostro Paese una modalità di affrontare il confronto culturale e politico che pensavamo appartenesse ad un passato ormai lontano.

Non siamo di fronte solo ad indizi maliziosamente interpretati per alimentare polemiche, ma a fatti platealmente e sistematicamente presenti nel nostro contesto pubblico. E questi fatti dicono che in nome dell'uguaglianza, si vuole arrivare all'indifferenza morale, che il fondamento della coscienza va riposto nella legge, che l'ordine e la giustizia sociale sono non solo garantiti ma generati dal potere. 



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COMMENTI
07/11/2013 - I frutti della sinistra sono questi ma i cattolici (Carlo Cerofolini)

Considerato che le scuole paritarie non statali - grazie soprattutto all’impegno dei “progressisti” - andranno sempre più in crisi finanziaria e quindi moltissime saranno costrette a chiudere, perché, ad esempio: 1) non hanno l’esenzione dell’Imu, cosa che invece hanno quelle sempre paritarie ma statali (i famosi due pesi e due misure); 2) non esiste alcun bonus “pesante” per i genitori che vogliono mandare i loro figli in queste scuole, in dispregio della libertà di educazione e pure dell’art. 3 della Costituzione sulla rimozione degli ostacoli di ordine sociale ed economico che limitano libertà ed eguaglianza dei cittadini ed impediscono il pieno sviluppo della persona umana; 3) nel redditometro entreranno le rette pagate per frequentare queste scuole, ecc. e che inoltre quanto si legge in quest’articolo è veramente preoccupante - ma sicuramente non per i “sinceri democratici”, anzi – mi chiedo e chiedo: perché mai la maggioranza degli ecclesiastici, del mondo cattolico e dei suoi mass media pendono da sempre a sinistra? Sono forse affetti dalla sindrome di Stoccolma o che altro? Attendo lumi.