BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Perché occuparsi di Agamennone e Lisia ha ancora un senso?

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Dal mondo greco possiamo anche noi lettori imparare il valore dell'argomentazione, quel discorso che in un conflitto di opinioni si impegna a mostrare le ragioni, a giustificare scelte e prese di posizione allo scopo di arrivare ad un ragionevole consenso; e al tempo stesso siamo sollecitati a quell'impegno critico che consente di difendersi dalle manipolazioni e che perciò è una virtù civile essenziale. 

Nei tribunali ateniesi, ad esempio, il dibattito processuale era costituito dal contrapporsi dei discorsi di accusa e di difesa di fronte a una giuria di cittadini estratti a sorte, che non avevano competenza giuridica specifica: l'esito perciò dipendeva dalla forza persuasiva dell'orazione, che si serviva anche di strategie manipolatorie. L'orazione di Lisia in difesa di un invalido a cui viene contestato il diritto al sussidio smonta con abili mosse le accuse. Ad esempio: l'accusatore sostiene l'integrità fisica dell'accusato e adduce come prova il fatto che va a cavallo. L'invalido replica: "È naturale che tutti quelli che hanno una menomazione concentrino i loro sforzi e i loro pensieri su come potersi adattare nel modo meno doloroso possibile alla sventura che è toccata loro. Io sono uno di quelli, e, dato che mi è capitata questa disgrazia, mi sono trovato questo aiuto per quando devo fare viaggi più lunghi. E questa è la prova lampante del fatto che vado a cavallo a causa della mia menomazione e non, come dice lui, per oltraggio" (par. 10).

L'argomento è un sillogismo retorico: a) chi ha menomazioni cerca di adattarsi alla disgrazia ("è naturale", cioè è una evidenza condivisa); b) io ho una invalidità che mi impedisce viaggi lunghi (un dato); c) anche io mi sono adattato alla disgrazia andando a cavallo (la conclusione). Così una prova dell'accusa è volta a favore della difesa; inoltre si insinua che l'accusatore ha mal interpretato l'andare a cavallo perché è estraneo alle convinzioni comuni. 

Invitati a vagliare il ragionamento per verificarne la correttezza, i miei studenti hanno notato che quello che è presentato come dato (l'invalidità) è materia del contendere e quindi ancora da dimostrare! E ancora: per smentire l'accusa di potersi mantenere anche senza il sussidio, l'accusato argomenta: "Mi pare che proprio il mio accusatore sia la sola persona che potrebbe dare l'esatta misura della mia povertà: se infatti fossi stato prescelto a pagare la coregìa per le rappresentazioni tragiche e lo invitassi a uno scambio di beni, preferirebbe pagare dieci volte la coregìa piuttosto che scambiare una sola volta i nostri patrimoni!" (par. 9). 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >