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SCUOLA/ Qual è la posta in gioco dello "scontro" fra Cartesio e Pascal?

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È a partire da essa che un uomo s'interroga, e ciò significa che senza la realtà vista e toccata il pensiero non è che un sogno! A questa radice idealistica del pensiero cartesiano si oppone radicalmente l'esistenzialismo di Pascal, in cui però, come ha ben visto Borghesi, l'esperienza della fede sovrannaturale non è in grado di incidere sulla ragione naturale corrotta dal peccato. 

Tutto il pensiero cristiano moderno sarà segnato da queste due fatture, in attesa di una sintesi nuova che potrà essere trovata solo nell'orizzonte tomista, non agostiniano. Sarà infatti solo con la riabilitazione di san Tommaso, grazie al magistero dei Papi a partire da Leone XIII, che, sul piano filosofico, Jacques Maritain situerà la filosofia nel cuore dell'essere e dell'esistente in unità organica con la rivelazione storica di Cristo. Unitariamente don Giussani, sempre alla luce del realismo tomista, ma questa volta sul versante teologico, comprenderà la stessa fede in termini di avvenimento storico pertinente alle esigenze della vita e in grado perciò di realizzare le attese della ragione naturale. Sarà in questa feconda sintesi tomista (non neotomista) del distinguere per unire che il pensiero cristiano troverà la strada per superare le scissione moderna dell'io tra cuore e ragione, tra Pascal e Cartesio.

(Amedeo Costabile)



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