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SCUOLA/ Un blitz della Carrozza e il gender diventa Educazione di Stato

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È del tutto evidente che questa iniziativa, fortemente voluta dal ministro Carozza (ma di questo cosa dice il governo e in prima persona il presidente Letta?) rappresenta un primo punto di arrivo "pubblico" di un progetto molto ambizioso che, in due soli anni, ha introdotto nel nostro ordinamento le categorie del "gender" sempre, è bene ricordarlo, approfittando di ambiguità testuali e costruendo un percorso carsico gestito da abilissimi utilizzatori del sottogoverno. 

Il percorso del decreto 104/2013, "Misure urgenti in materia di istruzione università e ricerca" ne è un esempio molto chiaro. Questo decreto, emanato dal governo Letta all'inizio dell'estate, rimane in attesa della conversione in legge fino a settembre. Verso la fine di questo mese avvengono le normali audizioni presso le Commissioni parlamentari della Camera, previste per raccogliere osservazioni e proposte di esperti ed associazioni sul contenuto del decreto in corso di conversione. 

Fino a questo momento l'art. 16, quello che ci interessa, dedicato alla formazione del personale scolastico, si apre con questa formulazione: "Al fine di  migliorare il rendimento della didattica, particolarmente nelle zone in cui i risultati dei test di valutazione sono meno soddisfacenti ed è maggiore il rischio socio-educativo, e potenziare le capacità organizzative del personale scolastico, per l'anno 2014 è autorizzata la spesa di 10 milioni…" cui segue l'elenco ordinato dei casi in cui si ritiene necessario il sostegno e il potenziamento della attività didattica in presenza di risultati di apprendimento non positivi (e qui il riferimento è ai rilevamenti Invalsi) e di condizioni socio-culturali disagiate, tra cui in evidenza la presenza di studenti non di madrelingua italiana. 

Nulla quindi che abbia neppure lontanamente a che fare con i temi del gender. 

È nell'ambito della Commissione cultura e istruzione della Camera che avviene la metamorfosi. L'art. 16 viene formalmente rimescolato ma, fermo restando lo stanziamento di 10 milioni ai fini formativi già previsti dalla vecchia stesura del 1° comma, viene aggiunto il punto (d) che recita testualmente: "(la formazione deve essere orientata) all'aumento delle competenze relative all'educazione all'affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere e al superamento degli stereotipi di genere, in attuazione di quanto previsto dall'articolo 5 del decreto-legge 242/2013", la cosiddetta legge contro il femminicidio. Le obiezioni poste in Commissione nel successivo passaggio al Senato prima dell'approvazione definitiva del decreto sono sbrigativamente superate con la constatazione che ormai non ci sarebbe più stato tempo per un nuovo passaggio alla Camera: o accettare il testo come pervenuto o far decadere il decreto ai primi di novembre per mancata conversione da parte del Parlamento.



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COMMENTI
16/12/2013 - femminile/maschile (simona riccardi)

Sono mamma di due bambini, un maschio ed una femmina - e come sappiamo la lingua italiana ci condiziona con l'uso di desinenza maschile (bambini)-. Sono ben felice di insegnare loro la differenza di genere, perché ormai è risaputo che le differenze, se riconosciute, sono una ricchezza per la mente e per l'anima che apprendono la vastità del mondo per poi scegliere… In tutto questo però so bene che dovranno muoversi in un mondo che vive di condizionamenti perché questo è il nostro limite umano... e benché cerchiamo di uscire in tutti i modi da questo baillame di "in"giustizie e (in)distizioni con forconi o (in)differenze di genere e quant’altro, ci ritroviamo sempre in un sistema di scatole cinesi in cui usciti da un inscatolamento eccone un altro tutto nuovo e da spacchettare! Il punto quindi non è che non debbano esserci al mondo omosessuali gay lesbiche ed altro (e, visto che ci sono, che Dio li benedica e vivano felicemente la loro vita alla luce del sole e facciano chiarezza in loro quanto più possibile, come ogni altro essere umano) e non è neanche che gli eterosessuali debbano censurarsi perché OBSOLETI!!! rinnegando quindi una reale e sacrosanta differenza di genere... Mi sembra solo un falso problema questo, sia da una fazione che dall'altra.. C'E' CHI HA PAURA DI AMMETTERE CHE LA DIFFERENZA TRA UOMO E DONNA esiste E CHI HA PAURA DI AMMETTERE CHE IN FONDO, NEL SENTIMENTO E NEL DIRITTO DI ESSERE VIVENTE, LA DIFFERENZA non esiste. Basta l'amore per l'altro.

 
11/12/2013 - Non cittadini ma sudditi (Alberto Consorteria)

Siamo sudditi, è vero! Svegliatevi! è per questo che stiamo impugnando i forconi, contro Versailles ci vogliono i forconi. Uno di Azione Cattolica come premier, qualche ciellino nel Governo, e tutti questi non dicon niente contro la Carrozza. Nessuno si fida più di questa classe dirigente! Predicano predicano quando non hanno il potere, e poi parlano di UE e stabilità mentre il resto crolla. I forconi, li prenderemo coi forconi, e il palazzo brucerà.