BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Un blitz della Carrozza e il gender diventa Educazione di Stato

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

A questo punto sorge un dubbio. Se, come messo bene in evidenza dalla dichiarazione presente nel sito del ministero, l'urgenza che giustifica l'uso della decretazione era relativa l'inserimento dell'educazione al "gender", come mai questa non era in alcun modo presente nella prima stesura del decreto? E se invece altre erano le urgenze che giustificavano l'uso dello strumento del decreto come mai il ministro ha dichiarato prioritaria e qualificante solo quella dell'educazione "al gender" e subito, forse addirittura con qualche settimana di anticipo, un numero significativo di scuole hanno messo in cantiere iniziative di formazione su questo tema? 

La vera urgenza appare essere stata quella di avviare una campagna di "rieducazione" di insegnanti, dirigenti allievi, campagna già in atto sul campo ma che occorreva "proteggere" con l'avallo delle istituzioni scaricando i suoi promotori della responsabilità di spiegare come e perché si riteneva importante una formazione su questi temi. Una formazione richiesta dal ministero (anzi, cui il ministro tiene in modo particolare) e che appare anche adeguatamente finanziata, cosa rara di questi tempi, rappresenta un ottimo motivo per non irritare chi questi e altri soldi deve distribuire.

Un tema decisivo per l'educazione delle giovani generazioni e per il futuro del nostro Paese viene in questo modo fatto rientrare in una routine burocratica che soffoca la possibilità di un confronto pubblico, aperto alle differenti opzioni in campo, e permette con relativa facilità di orientare le risorse in una ben precisa direzione. 

E poi ancora altre domande, fino ad ora senza risposta. Perché si è voluto stabilire un collegamento diretto con la legge per il femminicidio? Forse per potersi collegare ad iniziative già avviate che coinvolgono l'associazionismo promotore della cultura del gender?

Perché la formazione prevista non lascia nessuno spazio decisionale ai soggetti cui compete l'educazione: "istituzionalmente" l'insegnante, "costituzionalmente" padre e madre?

Perché, per la prima volta dopo la caduta del fascismo, un ministro della Repubblica si fa promotore, usando del suo ruolo istituzionale, di una campagna ideologica, fondata su forme di "indottrinamento" che non lascia spazio ad un confronto di posizione educative, culturali e politiche?

Perché, infine, il Governo non sembra avvertire il peso anche politico che una questione di questa rilevanza pone? 

Le risposte a queste domande non ci sono, ma devono essere date: per il rispetto dovuto alle istituzioni (in primo luogo il Parlamento), ai cittadini, a chi crede che la democrazia non sia solo un gioco di potere ma il modo con cui si governa senza violenza.

Diversamente non saremmo più cittadini ma sudditi.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
16/12/2013 - femminile/maschile (simona riccardi)

Sono mamma di due bambini, un maschio ed una femmina - e come sappiamo la lingua italiana ci condiziona con l'uso di desinenza maschile (bambini)-. Sono ben felice di insegnare loro la differenza di genere, perché ormai è risaputo che le differenze, se riconosciute, sono una ricchezza per la mente e per l'anima che apprendono la vastità del mondo per poi scegliere… In tutto questo però so bene che dovranno muoversi in un mondo che vive di condizionamenti perché questo è il nostro limite umano... e benché cerchiamo di uscire in tutti i modi da questo baillame di "in"giustizie e (in)distizioni con forconi o (in)differenze di genere e quant’altro, ci ritroviamo sempre in un sistema di scatole cinesi in cui usciti da un inscatolamento eccone un altro tutto nuovo e da spacchettare! Il punto quindi non è che non debbano esserci al mondo omosessuali gay lesbiche ed altro (e, visto che ci sono, che Dio li benedica e vivano felicemente la loro vita alla luce del sole e facciano chiarezza in loro quanto più possibile, come ogni altro essere umano) e non è neanche che gli eterosessuali debbano censurarsi perché OBSOLETI!!! rinnegando quindi una reale e sacrosanta differenza di genere... Mi sembra solo un falso problema questo, sia da una fazione che dall'altra.. C'E' CHI HA PAURA DI AMMETTERE CHE LA DIFFERENZA TRA UOMO E DONNA esiste E CHI HA PAURA DI AMMETTERE CHE IN FONDO, NEL SENTIMENTO E NEL DIRITTO DI ESSERE VIVENTE, LA DIFFERENZA non esiste. Basta l'amore per l'altro.

 
11/12/2013 - Non cittadini ma sudditi (Alberto Consorteria)

Siamo sudditi, è vero! Svegliatevi! è per questo che stiamo impugnando i forconi, contro Versailles ci vogliono i forconi. Uno di Azione Cattolica come premier, qualche ciellino nel Governo, e tutti questi non dicon niente contro la Carrozza. Nessuno si fida più di questa classe dirigente! Predicano predicano quando non hanno il potere, e poi parlano di UE e stabilità mentre il resto crolla. I forconi, li prenderemo coi forconi, e il palazzo brucerà.