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SCUOLA/ Un blitz della Carrozza e il gender diventa Educazione di Stato

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"Campagne di sensibilizzazione, concorsi, promozione e diffusione di spettacoli nelle scuole. Sono solo alcune delle azioni del ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per il contrasto alla violenza di genere. L'ultima è sul piano della formazione dei docenti, così come previsto dal Decreto "L'istruzione riparte", che punta "all'aumento delle competenze relative all'educazione all'affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere". "Dobbiamo fare in modo che la scuola non sia semplicemente un luogo in cui si celebrano le ricorrenze, ma lo spazio in cui si sedimenta un reale cambiamento culturale", ha dichiarato il Ministro Maria Chiara Carrozza. Il Miur quindi è al lavoro per un vero e proprio piano di formazione degli insegnanti contro la violenza di genere, che coinvolga anche i dirigenti scolastici e i direttori degli Uffici scolastici regionali, con il sostegno delle università e delle associazioni. Quest'anno il Miur ha preparato anche la campagna di sensibilizzazione "Tante diversità uguali diritti", con diffusione on line di materiali informativi e formativi, un concorso per corti cinematografici ed approfondimenti curriculari sul tema donne e legalità. Come ogni anno, poi, l'8 marzo verranno premiati al Quirinale i migliori progetti delle scuole che partecipano al concorso "Donne per le donne". Tra gli altri appuntamenti annuali, la settimana contro la violenza e la discriminazione, che si celebra dal 10 al 16 ottobre.

Per comprendere quello che sta succedendo nelle scuole italiane è decisivo avere presente questa impegnativa e netta "dichiarazione programmatica" che da alcuni giorni appare con grande evidenza sul sito del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Non sfugge a nessuno che, con la parziale eccezione delle ultime righe, l'intervento formativo previsto riguarda esclusivamente uno dei temi oggi più controversi: la sostituzione del riferimento alla sessualità fondato sulla dimensione fisiologica (sessualità maschile e femminile dipendente dal corredo cromosomico che, fin dalla fecondazione, determina il sesso del/la nascituro/a) con la teoria del "gender", sostenuta dallo schieramento LBGT (lesbian, gay, bietero, trans), che propone una concezione della sessualità considerata come esito della sola scelta individuale. Un tema quindi all'ordine del giorno su cui è in atto un vivacissimo confronto culturale e politico. 

Eppure una scelta così drastica su un tema così rilevante è stata compiuta senza il pur minimo confronto pubblico, cercando una clandestinità politica che, anche sola, mostra quanto i promotori di questa iniziativa siano consapevoli che la grande maggioranza dei cittadini non sono convinti delle ragioni addotte dai sostenitori della teoria del gender. Anzi, proprio per questo, occorre avviare subito una campagna di "educazione" di (della) massa. 

Abituati come siamo al fragore che accompagna qualsiasi iniziativa che riguardi la nostra scuola, l'assenza di commenti e il pullulare di iniziative delle scuole che hanno di fatto anticipato la decisione del ministero appaiono un altro segno molto chiaro che il percorso seguito sia stato volutamente sottotraccia per mettere tutti di fronte ad un fatto compiuto.



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COMMENTI
16/12/2013 - femminile/maschile (simona riccardi)

Sono mamma di due bambini, un maschio ed una femmina - e come sappiamo la lingua italiana ci condiziona con l'uso di desinenza maschile (bambini)-. Sono ben felice di insegnare loro la differenza di genere, perché ormai è risaputo che le differenze, se riconosciute, sono una ricchezza per la mente e per l'anima che apprendono la vastità del mondo per poi scegliere… In tutto questo però so bene che dovranno muoversi in un mondo che vive di condizionamenti perché questo è il nostro limite umano... e benché cerchiamo di uscire in tutti i modi da questo baillame di "in"giustizie e (in)distizioni con forconi o (in)differenze di genere e quant’altro, ci ritroviamo sempre in un sistema di scatole cinesi in cui usciti da un inscatolamento eccone un altro tutto nuovo e da spacchettare! Il punto quindi non è che non debbano esserci al mondo omosessuali gay lesbiche ed altro (e, visto che ci sono, che Dio li benedica e vivano felicemente la loro vita alla luce del sole e facciano chiarezza in loro quanto più possibile, come ogni altro essere umano) e non è neanche che gli eterosessuali debbano censurarsi perché OBSOLETI!!! rinnegando quindi una reale e sacrosanta differenza di genere... Mi sembra solo un falso problema questo, sia da una fazione che dall'altra.. C'E' CHI HA PAURA DI AMMETTERE CHE LA DIFFERENZA TRA UOMO E DONNA esiste E CHI HA PAURA DI AMMETTERE CHE IN FONDO, NEL SENTIMENTO E NEL DIRITTO DI ESSERE VIVENTE, LA DIFFERENZA non esiste. Basta l'amore per l'altro.

 
11/12/2013 - Non cittadini ma sudditi (Alberto Consorteria)

Siamo sudditi, è vero! Svegliatevi! è per questo che stiamo impugnando i forconi, contro Versailles ci vogliono i forconi. Uno di Azione Cattolica come premier, qualche ciellino nel Governo, e tutti questi non dicon niente contro la Carrozza. Nessuno si fida più di questa classe dirigente! Predicano predicano quando non hanno il potere, e poi parlano di UE e stabilità mentre il resto crolla. I forconi, li prenderemo coi forconi, e il palazzo brucerà.