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SCUOLA/ Statale e paritaria, perché non facciamo parlare i costi standard?

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D'altra parte, quelli che in parlamento spaccano tutto e poi non sanno dove trovare i pezzi per ricostruire stanno usando male la loro "freschezza". Peccato. Nel complesso, troppa ignoranza, poca formazione umana, basso livello culturale, quello vero… Quale attenzione ai valori, alla scuola, alla famiglia può avere un "gruppo di lavoro pensante" di questa qualità? Forse singolarmente ci può essere chi è attento: tra i "consulenti-capi" c'è anche chi (estremamente libero perché ha i soldi) ha il proprio pargolo iscritto in una scuola pubblica paritaria cattolica, quando né dal blog di riferimento, né dal gruppo parlamentare, e neppure dal V-Day di turno emerge la benché minima comprensione del significato autentico di "scuola pubblica statale e paritaria". Proprio strano. Parliamone chiaramente.

La scuola è una questione trasversale e prioritaria che domanda responsabilità personale e coraggio delle buone idee, della memoria storica, della passione per il sapere: si racconti ai cittadini la realtà dei fatti, poiché se l'ideologia del "gruppo di lavoro pensante" rappresenta un freno per la democrazia, unitamente all'abissale ignoranza presente nel gruppo stesso – che emerge pubblicamente nei talk show a base di amabili insulti − fa avvitare lo Stato in una picchiata senza scampo.

Il problema, su alcuni aspetti, sarà trovare chi ascolta, capisce e coraggiosamente si attiva. Qualcuno ci sarà che abbia il coraggio di individuare il costo standard dell'allievo e che, nelle forme che si riterranno più adatte al sistema italiano, dia alla famiglia la possibilità di scegliere fra buona scuola pubblica statale e buona scuola pubblica paritaria. Parliamone. Questo favorirà quella buona e necessaria concorrenza fra le scuole sotto lo sguardo garante dello Stato – che la smetterà di essere contemporaneamente gestore e controllore –;  si innalzerà senza dubbio il livello di qualità del sistema scolastico italiano e si abbasseranno i costi perché la vera qualità è lontana dallo spreco... Ed è anche lontana da una professionalità terra-terra: i docenti validi saranno riconosciuti e valorizzati, perché il ruolo di ammortizzatore sociale non si confà alla scuola… altri ministeri ci pensino. E se si ammette – come già percepito e sentito dire, anche da autorevoli presidi e dirigenti ministeriali – che non c'è speranza di soluzione per i problemi del "carrozzone scuola italiana", non ci resta che piangere … o tornare alla scuola familiare, come ai tempi dei Greci  dei Romani, oppure delle caverne.



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