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UNIVERSITA'/ Lettera a Enrico Letta: non faccia cambiar lavoro a 6mila laureati in medicina

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Enrico Letta (Infophoto)  Enrico Letta (Infophoto)

Lettera aperta al Presidente del Consiglio On. Enrico Letta, al Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza e a tutto il Consiglio dei Ministri

Onorevole Presidente Letta, Onorevole Ministro Carrozza,
negli ultimi mesi è emersa in maniera sempre più drammatica la verità sulla situazione dei finanziamenti relativa ai contratti di formazione sanitaria specialistica nel nostro Paese. Se le cose non cambiano, il prossimo anno 6mila laureati in medicina dovranno cambiare mestiere, riciclarsi nel terziario o nelle aziende, dopo 6 anni di dura formazione per diventare medici. 

Recentemente è stato confermato, infatti, che sono stati stanziati fondi solo per 2mila borse di studio, a fronte di 8mila laureati e di un fabbisogno definito dalle Regioni di circa 8.600 unità. L'anno scorso ne erano state attivate 4.500, l'anno 2011/2012 circa 5mila.

Il calo ha assunto dimensioni grottesche: le borse sono del tutto insufficienti a garantire la formazione post-laurea dei dottori in medicina. Il titolo specialistico, come Lei sa, è indispensabile per sfuggire a una vita di eterno precariato, dopo anni di studio e di frequenza nei reparti.

Inoltre, non ci si può non preoccupare del pericoloso indebolimento che il sistema sanitario nazionale subirebbe se venisse privato del lavoro degli specializzandi in seguito a tale riduzione del turn-over, che metterebbe a rischio il diritto della popolazione italiana a un'assistenza medico-sanitaria.

Di fronte a questa situazione cresce di giorno in giorno l'angoscia di chi tra di noi si troverà ad affrontare fra pochi mesi l'esame di specialità e anche di tutti gli studenti che dal primo anno si trovano circondati da un clima di sfiducia.

Presidente Letta e On. Ministro Carrozza, è possibile per noi, studenti universitari di medicina, continuare a guardare al futuro con speranza?

Abbiamo davanti a noi tanti ammirevoli esempi di neolaureati che, con prospettive ridotte quasi a zero, invece di rassegnarsi o lasciarsi andare alla recriminazione, hanno deciso di sfruttare appieno il tempo che li separa dal test di accesso alle Scuole di Specialità per poter ulteriormente perfezionare la loro formazione, impegnandosi con tale passione da suscitare lo stupore dei medici ospedalieri a loro assegnati.

Nella stragrande maggioranza, gli studenti di medicina dimostrano di aver a cuore l'università e la propria formazione. Affrontando le problematiche didattiche non di rado scelgono di spendere il proprio tempo libero per preparare esercitazioni gratuite in collaborazione con i propri professori, contribuendo non solo all'innalzamento della qualità formativa, ma alla costruzione di un clima universitario collaborativo e creativo. 



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