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SCUOLA/ Il ministro Carrozza e la "pentola" della valutazione

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Caro direttore,
nel loro recente seminario "Esperienze internazionali di valutazione dei sistemi scolastici" (Roma, 12 dicembre) l'Associazione Treellle e la Fondazione per la Scuola-Compagnia di San Paolo hanno ribadito l'importanza della valutazione per il benessere della scuola e per l'efficacia della sua offerta formativa. È stata così riaffermata la necessità che il Sistema Nazionale di Valutazione, secondo quanto stabilito con il Dpr "Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione" del 28 marzo scorso (n. 80/2013) , serva a superare una situazione paradossale per cui "le scuole pubbliche italiane sono oggi luoghi molto 'privati', di cui né il Ministero né gli utenti sanno gran che. Mancano infatti dati e indicatori di efficacia ed efficienza per effettuare valutazioni e confronti e per intervenire nei casi critici, dannosi per gli studenti" (dal Comunicato presente sul sito di Treellle).

Il Dpr citato ha previsto di valutare tre aspetti del sistema di istruzione (il sistema nel suo complesso, le singole scuole e i loro presidi, gli apprendimenti degli studenti) mentre non è prevista la valutazione del personale scolastico e degli insegnanti. 

Tutti gli interventi del seminario hanno sottolineato che le indagini internazionali concordano nell'indicare la professionalità dei docenti come una risorsa decisiva per la qualità dell'istruzione; diversamente da quanto accade in molti altri paesi, In Italia manca un profilo del docente che chiarisca le caratteristiche della sua professionalità e individui i suoi compiti. Tale profilo diventa fondamentale per poter attuare un processo di valutazione ed individuare eventuali percorsi di carriera.

Anche il ministro Carrozza si è allineata agli interventi che l'hanno preceduta nell'affermare che la valutazione è uno strumento fondamentale per il benessere del sistema formativo, rivendicando al suo impegno la veloce e positiva conclusione dell'iter che ha portato il Dpr 80. Ha anche concordato sulla necessità che si arrivi a definire un profilo del docente, non solo per poter arrivare alla sua valutazione ma anche per completare la riforma del sistema con il regolamento mancante sul reclutamento.

A chi scrive rimane misterioso come un ministro che reputi così centrale la funzione di una Agenzia per la Valutazione - fino al punto di affermare che essa deve essere "autonoma e indipendente" dal ministero per poter valutare dell'operato dello stesso ministro - possa poi affidare la scelta del futuro presidente dell'Invalsi ad un Comitato formato da personaggi famosi per le loro posizioni variamente critiche nei confronti della valutazione: il linguista ed ex ministro dell'Istruzione Tullio de Mauro, il pedagogista Benedetto Vertecchi, la psicologa dell'educazione Clotilde Pontecorvo, l'esperta in didattica delle lingue Cristina Lavinio e il matematico Giorgio Israel.



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COMMENTI
14/12/2013 - Perché l'Invalsi è tutto da rifare (Vincenzo Pascuzzi)

1) È singolare il fatto che associazioni private (Treellle e la Fondazione per la Scuola) pretendano di indicare al Miur cosa fare riguardo alla scuola pubblica. 2) Finora Invalsi è stato gestito e presieduto - prima da Cipollone poi da Sestito - in situazione di commissariamento straordinario. Il passaggio a una gestione ordinaria è perciò auspicabile. 3) Non si può negare che l’Invalsi si è infiltrato nella scuola ed ha conquistato posizioni o ex lege (per forza) o con astuzie o con disinvolte forzature; l’ultima costituita dalla sua lettera ai presidi del 18 nov. 2013. 4) La contrarietà sostanziale ai test Invalsi è stata testimoniata sia dagli scioperi, sia da motivate opposizioni di docenti fino al limite di alcuni maestri che per ciò hanno subito sanzioni disciplinari (v. in rete “Se non ti piace obbedire, cambia lavoro”). 5) Il comitato tecnico nominato da Carrozza è criticabile non per gli esperti nominati, ma per il fatto che mancano indicazioni politiche e non sono rappresentati docenti, alunni, famiglie (v. in rete “Il prossimo Presidente Invalsi deve essere un veggente?). 6) Tutta l’operazione valutazione andrebbe resettata e rivista, ovviamente Invalsi compreso (v. in rete “Perché l'Invalsi è tutto da rifare”). 7) Occorre un Invalsi-amico, non un Invalsi-sbirro.