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SCUOLA/ Si può spiegare l'Ulisse di Dante senza averlo mai visto?

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Il volto del timoniere di Ulisse, gruppo della Scilla (I sec. a.C.)  Il volto del timoniere di Ulisse, gruppo della Scilla (I sec. a.C.)

Non le rode, non vorrebbe essere amata così anche lei? Da quanto non piange su un verso, lei che parla della pietà di Dante? Nei suoi occhi, in classe, non l'ho mai vista, la paura e la rabbia e il dolore, e la voglia di attraversare l'inferno: succedono anche a lei, come a me? E sprofondando nella Commedia si è convertita? Ha cambiato idea su Dio, è veramente il "sommo piacer" o la pensa ancora come se Dante non avesse mai scritto un verso? Il Paradiso le manca, non vede l'ora di goderselo? E alle Muse ci crede davvero? Lei parla di peccati, ma i peccati ce li hanno i politici che vorrebbe mettere nel suo personale inferno o ce ne ha pure lei? Anche lei si sente addosso le sette P che Dante si ritrova in fronte salendo la montagna del Purgatorio? Il perdono all'ultimo istante, come quello di Buonconte, l'ha mai provato sulla sua pelle?».

Forse in tutti quegli anni di coscienziosa professione si era persa il meglio. Forse quel 5 era il suo spiraglio. Sarebbe dovuta rientrare in classe e ammettere: «Ragazzi, in tutti questi anni non mi sono mai chiesta cosa c'entrassero con me certe parole, non mi sono mai lasciata sfidare, non ho mai cercato nel tempo libero, fuori dai libri, le cose di cui Dante ha parlato. Mi sono difesa dietro tutto quello che sapevo ma, mi spiace dirvelo… vi ho presi in giro. Volete capire un po' il quinto canto? All'uscita vi aspetto a quell'angolo: ci metteremo a guardarli di qui, i vostri amici, mentre si baciano la bocca senza tremare, e mi dovrete dire se quella roba lì si chiama amore». Immaginava lo sguardo attonito del secchione, la sua incredulità. In un attimo odiò quella faccia, perché le fu fin troppo chiaro che tutti quei 9 non avevano segnato alcun interesse reale. Se il ragazzo da 9 avesse incontrato Dante per strada, avrebbe senz'altro tirato dritto, non avrebbe perso tempo a guardare il mondo con lui: c'era troppo da studiare per il giorno dopo. Il ragazzo da 5 se ne sarebbe fregato dello studio, lui sì, avrebbe girato l'aldiqua e l'aldilà insieme a Dante. 

C'era da ricominciare tutto, insomma. Cambiare metodo, spiegazioni e interrogazioni. Dire che erano balle le allegorie, che l'allegoria della superbia non fa paura, che fa più paura un cane randagio se ti abbaia contro e sei da solo in una strada isolata. Che l'amor cortese, a parte quel che aveva letto da Luperini, non sapeva manco lei che cavolo era, e che quella di Paolo e Francesca sotto sotto poteva chiamarsi pomiciata, altro che amor cortese! 



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COMMENTI
02/12/2013 - Senza speranza? (daniela graffigna)

Non c'è quindi alcuna possibilità/speranza di cambiamento per la categoria insegnanti? Ed occuparsi di pof, bes, e quant'altro negherà sempre la possibilità di essere un insegnante vivo?

RISPOSTA:

No, perché non c'è speranza? Basta entrare nell'oceano. E in una barca che attraversa l'oceano c'è abbastanza spazio per tante cose, tranne ovviamente per quelle inutili. Ma è dal punto di vista dell'oceano che un insegnante si rende conto se con Pof, Bes e allitterazioni sta aiutando i suoi alunni a navigare o se li sta facendo "saltellare su e giù nelle pozzanghere di fango". VC