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SCUOLA/ Chiosso: i compiti delle vacanze? Decide l'allievo, non lo Stato

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Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)

Mi sarebbe piaciuto che il ministro avesse semplicemente detto: "Ragazzi non sprecate le vostre giornate: riempitele con lo studio, con la lettura, con qualche attività utile agli altri, non state per tutto il tempo solo davanti al computer". 

Se si vuole affrontare il tema dei compiti delle vacanze in una prospettiva costruttiva occorre porsi in modo ben diverso, non semplicemente pro o contro. Bisogna considerarlo a partire dalla domanda: in che misura e con quali caratteristiche il compito delle vacanze può servire a "questo" allievo? 

Ci sono ragazzi che, per esempio, non hanno bisogno di compiti delle vacanze. Ci pensano i genitori a stimolarli a leggere a impegnarsi in qualche attività utile, oppure essi stessi hanno ormai maturato una capacità di iniziativa in proprio. Perché, dunque, angustiarli? Ci sono, invece, altri studenti che hanno bisogno di riparare qualche lacuna. Perché invitarli a leggere libri (per carità, ottima iniziativa in via generale) quando necessitano di ripasso e approfondimento in matematica o in latino? Ci sono allievi, poi, che hanno propensioni particolari per l'attività artistica o desiderano migliorare la conoscenza delle lingue straniere oppure si dedicano ad attività di volontariato: ebbene le vacanze non costituiscono proprio l'occasione buona per coltivare anche questi aspetti?

Non si può decidere in astratto quale soluzione sia più idonea se non viene calata entro i differenti contesti e se non è monitorata mediante i normali strumenti della vita scolastica. 

È certo, in ogni caso, che la scuola non può accettare di essere tenuta in ostaggio dai genitori che sperano di farla franca, magari proprio quelli i cui figli sono ascrivibili alla categoria degli "asinelli".



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COMMENTI
24/12/2013 - Un "compito" anche per il Ministro... (Anna Di Gennaro)

Premesso che condivido quasi totalmente ciò che scrive il professore, ma trovo poco pertinente il titolo redazionale, ho un solo "consiglio" di illustre sconosciuta rispetto all'emerita Carrozza. Studi e legga anche lei durante le vacanze natalizie! In particolare la presentazione al libro Scuola di follia, edito ben otto anni or sono da Armando, scrupolosamente scritta dal suo predecessore Tullio De Mauro, incuriosito dalle corpose ricerche del medico specialista, Vittorio Lodolo D'Oria, curatore dello stesso dossier. Il quale era persino andato a trovarlo col materiale pronto per la stampa. Correva l'anno Domini 2005. Un corso di recupero durante le festività è la "ricetta" a questa clamorosa caduta di stile che mi permetto di proporle. Anzi, se desidera posso inviarle in allegato il file per giornalisti che conservo e talvolta rileggo ancora. Ora tocca a lei dimostrare di essere all'altezza dell'incarico istituzionale che ricopre.

 
24/12/2013 - Parole sante (Franco Labella)

Come sempre mi capita quando leggo gli interventi equilibrati del prof. Chiosso non posso che commentare così: Parole sante. E pensare che i ministri sono puri recidivi: qualcuno se la ricorda l'intemerata in materia di Profumo con l'invito, tutto italiano, ai docenti a farsi "smart"? Con i recidivi, in genere, i giudici sono poco clementi, qui, però, è una recidiva non di carattere personale ma "istituzionale"… Il che è pure peggio.... Ma è Natale e quindi auguri anche al Ministro Carrozza anche perché, almeno, a differenza di Profumo che citò impropriamente il sistema (sarà un caso che si chiamino sistemi?) scolastico francese, ci ha risparmiato qualche altro improprio riferimento estero a sostegno della sua tesi.