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SCUOLA/ Chiosso: i compiti delle vacanze? Decide l'allievo, non lo Stato

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Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza (Infophoto)

Di tanti in tanto si riaffaccia sui giornali la questione dei compiti delle vacanze. Solitamente accade alla vigilia delle ferie estive o, come in questo caso, a ridosso della pausa natalizia. 

Sui compiti delle vacanze da tempo immemorabile si confrontano due scuole di pensiero: i fautori della loro utilità e quanti sono invece convinti che si tratti di un'avvilente corvée. Più brava l'Inter o il Milan? Dipende per chi si fa il tifo. Finora non abbiamo uno straccio di prova che dimostri se sia meglio la prima o la seconda soluzione. Si resta nel campo delle opinioni. 

I sostenitori dei compiti delle vacanze – piuttosto impopolari tra gli studenti e le famiglie – sentenziano che non si possono lasciare gli alunni per troppo tempo senza qualche attività che aiuti a conservare l'esercizio intellettuale, attività da legare strettamente ai programmi scolastici. In nome di questa affermazione (che è difficile da contestare in via di principio) viene scaricata una mole di lavoro che guasta le vacanze a tutti. Un po' ipocritamente non si dice che quasi sempre questo lavoro non è né corretto né valutato. Si parte con i migliori intenti (sulla carta), ma si finisce al ribasso.

Quanti sono contrari muovono dal presupposto che non si possono scolarizzare anche i giorni di vacanza. Bisogna lasciar riposare la mente, dare spazio alle attività ricreative e socializzanti, evitare di angustiare le famiglie con troppi obblighi, impegni, scadenze. Vivaddio cosa vogliono questi insaziabili professori! 

Peccato che anche in questo caso non si dica che la realtà è molto meno nobile: i ragazzi trascorrono molte ore davanti ai pc, con i videogiochi, avendo come compagno di svago solo la televisione. 

Il ministro Carrozza – che aderisce a questa seconda scuola di pensiero – sabato ha suggerito la variante "lettura di libri e attività culturali". "Chiedete ai vostri professori (più o meno ha detto così di fronte a molti ragazzi raccolti a Pisa in piazza dei Miracoli)  di non darvi compiti delle vacanze e occupate il vostro tempo leggendo" o, in via subordinata, impegnandovi in altre attività culturali. 

Se Maria Chiara Carrozza ha parlato come mamma e docente si può registrare la sua proposta come tante altre. Se invece ha parlato come ministro, ha lanciato segnale improprio. Il ministro non ha competenza per dire se fare o non fare i compiti delle vacanze o come farli. La decisione spetta ai singoli docenti nell'ambito della loro responsabilità didattica. Sulla base di quale indicatore – se non la sua personale opinione – il ministro può schierarsi contro i compiti delle vacanze? 


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COMMENTI
24/12/2013 - Un "compito" anche per il Ministro... (Anna Di Gennaro)

Premesso che condivido quasi totalmente ciò che scrive il professore, ma trovo poco pertinente il titolo redazionale, ho un solo "consiglio" di illustre sconosciuta rispetto all'emerita Carrozza. Studi e legga anche lei durante le vacanze natalizie! In particolare la presentazione al libro Scuola di follia, edito ben otto anni or sono da Armando, scrupolosamente scritta dal suo predecessore Tullio De Mauro, incuriosito dalle corpose ricerche del medico specialista, Vittorio Lodolo D'Oria, curatore dello stesso dossier. Il quale era persino andato a trovarlo col materiale pronto per la stampa. Correva l'anno Domini 2005. Un corso di recupero durante le festività è la "ricetta" a questa clamorosa caduta di stile che mi permetto di proporle. Anzi, se desidera posso inviarle in allegato il file per giornalisti che conservo e talvolta rileggo ancora. Ora tocca a lei dimostrare di essere all'altezza dell'incarico istituzionale che ricopre.

 
24/12/2013 - Parole sante (Franco Labella)

Come sempre mi capita quando leggo gli interventi equilibrati del prof. Chiosso non posso che commentare così: Parole sante. E pensare che i ministri sono puri recidivi: qualcuno se la ricorda l'intemerata in materia di Profumo con l'invito, tutto italiano, ai docenti a farsi "smart"? Con i recidivi, in genere, i giudici sono poco clementi, qui, però, è una recidiva non di carattere personale ma "istituzionale"… Il che è pure peggio.... Ma è Natale e quindi auguri anche al Ministro Carrozza anche perché, almeno, a differenza di Profumo che citò impropriamente il sistema (sarà un caso che si chiamino sistemi?) scolastico francese, ci ha risparmiato qualche altro improprio riferimento estero a sostegno della sua tesi.