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SCUOLA/ La voglia di leggere? Alcune astuzie per farla venire...

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Quindi molti di noi preparano, per il rientro, verifiche per appurare che i ragazzi abbiano fatto il loro dovere. Su questo passaggio, a mio avviso, risiede un vizio logico: la letteratura è una forma d'arte. Come tale, il suo primo e principale compito è quello di dare piacere (il piacere estetico) a chi ne fruisce. Durante l'anno scolastico necessariamente prevale un'ottica "tecnica" dell'educazione letteraria: per garantire agli studenti strumenti adeguati a leggere con profondità e criticità i testi, così che possano trarne la maggiore comprensione, la più profonda interpretazione, e quindi il maggior piacere possibile, li guidiamo attraverso i movimenti, le epoche, le figure retoriche, gli stili. Alla luce di ciò, durante l'anno si rende necessario proporre dei testi particolarmente significativi, obbligando di fatto gli studenti a confrontarsi con quelli.

Non dovremmo però mai dimenticare che una condizione necessaria per una corretta fruizione artistica è la sua libertà. In altri termini, per provare piacere dalla lettura di un libro, o dall'ascolto di un brano musicale, devo essere io a volermi confrontare con una forma d'arte in un dato momento (e devo anche essere libero, se questa esperienza non mi gratifica, di abbandonarla!).

Durante l'anno, la struttura stessa della didattica della letteratura vieta (o perlomeno ostacola pesantemente) il piacere del confronto con l'oggetto artistico. Quando, al liceo, sono stato obbligato a leggere I promessi sposi, con buona pace di Manzoni ho sperato che la peste facesse piazza pulita di tutti i personaggi. Quando, anni dopo, ho ripreso in mano il romanzo liberamente, ne ho apprezzato la ricchezza e la profondità (ovviamente grazie anche agli odiosi obblighi del ginnasio).

Come uscire da questo stallo? Come facilitare il piacere della lettura agli studenti, salvaguardando la promozione delle competenze? Proprio le vacanze possono venirci incontro su questo. Ecco come.

1. Garantire la libertà della scelta, specie al biennio, proponendo un'ampia gamma di testi, e andando a pescare nella vastissima foresta della letteratura per ragazzi. C'è poco da fare: molto (quasi tutto) di quello che leggiamo in classe non è stato scritto per un pubblico adolescente; se le letture "festive" possono diventare occasione di lettura piacevole, questo può avvenire anche andando incontro ai gusti dei giovani lettori. Piccolo corollario a margine di questo primo suggerimento: i docenti di lettere sono degli esperti di letteratura, ma non sempre sono esperti di letteratura dell'adolescenza. Se non abbiamo il tempo o il modo di frequentare dei corsi di aggiornamento, basterà affidarsi alle competenze (spesso sottovalutate) di un buon libraio, oppure consultare i tanti e bei siti di biblioteche per ragazzi, tra i quali suggerisco quello della Biblioteca Sala Borsa di Bologna (http://www.bibliotecasalaborsa.it/ragazzi/).



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