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SCUOLA/ L'esperto: il "mistero" della scelta? Genitori, attenti alla 3a media...

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Gli open day sono una reale occasione per andare a vedere di persona la scuola sia come luogo fisico sia come luogo di lavoro, spesso con alcuni assaggi di quest'ultimo. Non bisogna, tuttavia, farsi incantare dai fuochi di artificio che a volte vengono proposti. Nel frequentare un open day è bene che abbiamo delle domande personali che ci facciano da bussola. Qual è la proposta reale che viene fatta ai ragazzi? Che tipo di sguardo sul reale è proposto? Come sono guardati i ragazzi? Quale modalità viene usata per metterli al lavoro e secondo quale prospettiva? Le informazioni raccolte negli open day è bene che poi vengano integrate con altre raccolte personalmente. La reputazione della scuola è importante, così come il parere di altri genitori e alunni. Fa la differenza anche le modalità che la scuola mette in atto nel caso di difficoltà da parte dello studente.

In che senso?
Troppe scuole "prestigiose" sono tali a scapito di un abbandono dei ragazzi con difficoltà, sia quelle già presenti prima dell'inizio del percorso, sia quelle che emergono magari temporaneamente. Una buona scuola non abbandona nessuno, ma cerca di sollecitare prima e allearsi poi al desiderio di ogni ragazzo di portare a casa dei successi.

L'iscrizione alle superiori è uno snodo particolarmente delicato. Altrettanto delicata e la scelta tra licei e istituti tecnici o formazione professionale… Come è possibile aiutare famiglie e studenti in questo delicato passaggio?
I ragazzi devono essere i protagonisti della scelta, affiancati e accompagnati da adulti capaci sia di ascoltare sia di proporre e accompagnare. Purtroppo negli ultimi anni abbiamo visto una crescente anticipazione del momento della scelta della scuola secondaria, scelta che genera preoccupazioni ed eccessive angosce nei genitori e talvolta nei ragazzi. Questo anticipo della scelta, ormai inevitabile, rischia di non considerare le possibilità di crescita del ragazzo nel corso dell'ultimo anno delle medie, crescita che potrebbe effettivamente cambiare il quadro. La licealizzazione, quasi forzata, cui assistiamo da tempo rappresenta un'altra stortura della nostra situazione. Per affrontare bene un percorso liceale occorrono almeno due precondizioni: una certa attitudine, o perlomeno una non obiezione, allo studio teorico e una buona disponibilità a spendere del tempo sui libri.

È vero, ma i genitori spesso fanno pressione o addirittura decidono per il liceo a prescindere, perché hanno in mente un modello…
Forzare un ragazzo a uno studio liceale, sulla base di un pregiudizio dell'adulto, senza che lo desideri e senza che ne sia disposto significa condannarlo a una serie di frustrazioni. Allo stesso modo non permetterglielo quando ne sussistano le condizioni rappresenta lo stesso errore, solo speculare. Qualora l'orientamento vada verso un istituto tecnico o professionale è necessario scegliere con ancora maggior cura la scuola, badando sia all'effettivo percorso proposto sia al clima generale dei rapporti. Più in generale perché la scelta venga fatta nel migliore dei modi è meglio sottrarla all'angoscia e all'inquietudine.

E se si sbaglia scelta, oppure, per una certa immaturità tipica dell'età, la scelta fatta non si traduce in un impegno adeguato? 



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