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SCUOLA/ Un prof: ministro Carrozza, i primi "tutor per l'orientamento" siamo noi...

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Caro direttore,
il ministro Carrozza ha comunicato non senza enfasi la novità che presto entrerà nelle scuole, quella del tutor per l'orientamento. "Lo studente - ha dichiarato il ministro - verrà affiancato da un tutor che lo aiuterà a scegliere e a farlo in modo precoce, ben prima della conclusione del corso di studi". E a svolgere questo ruolo saranno anche "manager provenienti dal mondo dell'impresa, perché vi assicuro che sono in tanti quelli che vogliono aiutare i giovani a scegliere la loro strada", ha aggiunto il ministro, avvisando però che la campagna sull'orientamento non consisterà "in una campagna di marketing, tesa a far scegliere allo studente un corso di studi piuttosto che un altro, ma in un'attività di mentoring finalizzata a indirizzare i ragazzi secondo le loro inclinazioni, con un cambiamento di prospettiva anche pedagogica".  

Certamente bisogna dare atto al ministro di una positiva sensibilità all'orientamento, di cui vi è un grande bisogno dentro la scuola. Sia in terza media sia nell'ultimo anno delle scuole superiori si avverte che sull'orientamento il mondo della scuola spesso improvvisa, e lo fa perché e in ritardo, perché non sa bene come affrontare il problema; col risultato di ridurre la questione dell'orientamento ad una presentazione analitica delle possibilità. 

Ha ragione dunque il ministro: c'è bisogno di un cambiamento di prospettiva.  Al tempo stesso, però, occorre essere consapevoli che l'orientamento inteso come presentazione dell'offerta ha un "prima": il fatto che ogni studente vuole essere aiutato a capire chi è, gli interessi che ha, le capacità di cui è in possesso. E su questa priorità la scuola è in ritardo perché manca la sfida ad un giudizio sintetico. Con il che si vede bene che il problema, ancora una volta, è eminentemente educativo: vi è un mondo della scuola in cui domina un approccio analitico al reale, si pensa che facendo somme e sottrazioni delle possibilità si trovi alla fine la strada. Invece le prime scelte serie della vita fanno vedere che senza una capacità sintetica si è paralizzati, non si va da nessuna parte. Si sa tutto della realtà, ma non si sa nulla di sé e questo rende incapaci di scegliere. 

Il ministro Carrozza ha toccato una questione quanto mai seria, ma non è con un tutor dell'orientamento che la si risolve. Il tutor dell'orientamento serve senz'altro, ma come una professionalità ulteriore che offre altri dati e di livello più alto. La vera questione rimane. Vogliamo una volta tanto affrontarla?



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COMMENTI
28/12/2013 - Mentoring non marketing: excusatio non petita? (Carlo Cerofolini)

Secondo la Ministro dell’Istruzione Carrozza i tutor esterni - previsti per aiutare gli studenti a scegliere le vie più a loro congeniali dopo la terza media e l’ultimo anno delle superiori - vanno visti sotto l’aspetto non di marketing orientativo ma di mentoring. Excusatio non petita?