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SCUOLA/ L'educazione dei nostri figli? Ci pensa un consultorio abortista finlandese

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Ad un'analisi che superi il semplice sconcerto e l'orrore, il documento appare però sotto una luce completamente diversa. Anzitutto, esso non figura tra le pubblicazioni ufficiali dell'Oms-Europa né dell'Oms come ente Onu centrale, pur risalendo al 2010. E, cosa scarsamente nota ai più, quand'anche vi figurasse proverrebbe da un ente politico e non scientifico. L'uomo della strada, infatti, ritiene l'Oms il vertice mondiale della scienza medica, senza sapere che, in realtà, esso si compone, in sede deliberante, di un rappresentante politico per ogni stato membro: esso, dunque, vota a maggiornaza e non secondo scienza. Ma il problema non si pone, dato che gli Standard in questione non provengono dall'Oms: ne riportano il logo in copertina solo per poter vantare una patente pubblica di scientifica solidità e prestigio. 

Ma il logo è stato apposto, in modo alquanto subdolo e poco corretto, solo grazie all'attività di una singola persona, tale Gunta Lazdane, Regional Adviser Sexual and Reproductive Health Noncommunicable diseases and life-course presso l'Ufficio europeo dell'Oms. Come è semplice scoprire "googolandone" il nome, ella è collegata intimamente ad un'organizzazione in particolare, l'Ippf-En, International Planned Parenthood Foundation-European Network. Date un'occhiata al sito www.ippf.org : attività specifiche sono la pianificazione familiare, l'aborto e la contraccezione. Nella sezione "European Network" trovate il loro bilancio del 2011: "300.000 'servizi contraccettivi'; 1,7 milioni di preservativi distribuiti; 785.000 'servizi forniti ai giovani'; 165.000 servizi connessi all'Hiv; 95.000 servizi connessi all'aborto'". Pur precisando di non avere alcuna attività in Belgio, la sede europea della fondazione è, sempre per caso, a Bruxelles.

Per curiosa coincidenza, questa organizzazione è il trait d'union che, in modo palese o occulto, lega tutti, ma proporio tutti, i 19 predetti "esperti" che hanno redatto gli Standard, persone che dal punto di vista scientifico Manzoni avrebbe meglio definito "carneadi". Il primo firmatario per esempio, tale Dan Apter, è un finlandese che risulta capo-medico di un'organizzazione dal nome difficilmente pronunciabile, Väestöliitto: ebbene, si tratta di un consultorio abortista finlandese presso il quale lavorano ben tre medici, dei quali Apter è, quindi, il capo-medico. 17 degli altri 18 sono personaggi del tutto analoghi per passato, convinzioni e spessore. La supposta rappresentante dell'Unesco, poi, è una donna africana (sia detto solo in quanto non europea, ovviamente) che, contemporaneamente alla redazione del documento, risultava essere free lance nel sud est asiatico, impegnata nella raccolta di contributi scritti a celebrazione della scomparsa di un noto abortista.

La decantata rappresentatività degli "esperti" ingloba ben 11 Paesi, essi affermano. Peccato che l'Ufficio per l'Europa dell'Oms abbia come area di riferimento l'intera Eurasia, della quale fanno parte 53 Paesi. 



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