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SCUOLA/ L'educazione dei nostri figli? Ci pensa un consultorio abortista finlandese

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In tale area risiedono oltre 900 milioni di persone, mentre gli "esperti", se si eccettuano due inglesi di ben scarso peso (una dell'ufficio contraccettivi dell'equivalente di una Usl italiana ed una di un forum di educazione sessuale), provengono, e senza rappresentarli in alcun modo, da un insieme di 45 milioni di individui.

Il documento, poi, è redatto a cura del BzgA, organo "federale" del ministero della Salute tedesco, pur non essendovi alcuno degli autori in Germania. Si tratta, sempre per caso, di un ente non medico, responsabile della diffusione della cultura sanitaria. Di quale cultura sanitaria si tratti è evidente dal suo organigramma: un intero dipartimento su quattro si occupa di contraccezione e pianificazione familare.

De hoc satis, veniamo al disegno complessivo. La dottoressa Gunta Lazdane ha organizzato presso il "suo" ufficio (che esso sia ancora definibile come ufficio dell'Oms a questo punto abbiamo concreti dubbi) sin dagli inizi del secolo una serie di workshop, come li chiamano loro, ospitando supposti esperti di supposte diverse organizzazioni, allo scopo di dare soddisfazione ad una "sentita ed indifferibile esigenza", come dicono sempre loro: definire delle linee guida per un'educazione sessuale libera, indipendente, scientifica e razionale, al fine di consentire la liberazione di bambini, fanciulli e adulti dal giogo di pregiudizi e vincoli in materia sessuale, affinché possano pervenire al soddisfacimento dei propri desideri e, quindi, alla vera felicità.

Ne nasce un documento, il "nostro" del 2010, che è quasi la fotocopia di uno del 2006 dell'ormai nota Ippf, e che, secondo il sito dell'Oms-Europa, avrebbe dovuto costituire la base di una discussione con i rappresentanti degli Stati membri nel corso di un'apposita conferenza continentale.Tale conferenza non è mai stata convocata, né alcuna discussione plenaria è mai avvenuta. Questo documento, però, viene sibillinamente edito con impresso già in copertina il logo dell'Oms e, curiosamente, rimane nel cassetto per ben tre anni.

Altrettanto curiosamente, però, viene estrratto come il proverbiale coniglio dal cilindro quando in sede europea si intavola la discussione del Rapporto Estrela, sempre curiosamente redatto dalla stessa lobby. Domanda pleonastica: come mai?...

Forse siamo maliziosi nel pensare che esso sia destinato a dare una patente di scientificità al rapporto Estrela e da questo, a sua volta, ricevere legittimazione pubblica?

Forse siamo maliziosi nel pensare che la lobby alla quale è organica la dottoressa Lazdane patrocini anche l'ideologia di genere in virtù di una precisa cointeressenza? Lei, infatti, in uno dei suoi lavori, reperibile su www.medicalabortionconsortium.org , parla dei suoi obiettivi proprio come parte di una strategia volta a promuovere i "diritti sessuali e riproduttivi". Esattamente quelli che rientrano negli scopi dell'Ippf e che includono, come parte integrante e fondamentale, anche la parità di genere e l'assoluta indifferenza rispetto al sesso nei vincoli "matrimoniali".



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