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SCUOLA/ Meglio Google o il prof? Dipende...

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C'è poi il fattore tempo: un percorso scolastico si svolge nell'arco di alcuni anni, e offre ai giovani la possibilità di acquisire delle conoscenze, un metodo di studio, e un giudizio su di sé e sul mondo, per passi discreti, piccoli ma continui. Che un ragazzo lo accetti o meno, la scuola lavora in lui come la goccia che plasma la roccia, e gli comunica qualcosa in un cammino graduale (da qui appunto deriva l'ambivalenza della scuola, che può fare tanto bene, ma anche tanto male alle persone). L'agente commerciale con cui ho parlato in aeroporto mi ha confessato di apprezzare specialmente proprio questo della scuola: che essa può trasmettere un'intelligenza nel conoscere, tale per cui si può arrivare a capire che una poesia è bella. Altrimenti – mi diceva – il modo abituale che un giovane oggi ha a disposizione per imparare qualcosa è la "googleizzazione" del sapere, col ben noto risultato che nozioni apprese in fretta scivolano via con ancora maggiore rapidità.

È sotto gli occhi di tutti che la scuola – in Italia e altrove, per varie e serie ragioni – non goda al momento di ottima salute; eppure, essa continua a custodire un potenziale preziosissimo, che sta nel poter essere un ambito solido, non soggetto alle fluttuazioni di mercato e alla volatilità dei rapporti umani che tante professioni richiedono. In fondo anche Dante, nel salutare il suo amato maestro, ricorda proprio la pazienza con la quale egli lo ha condotto alle vette più alte del sapere: "… ché 'n la mente m'è fitta, e or m'accora, / la cara e buona imagine paterna / di voi quando nel mondo ad ora ad ora /m'insegnavate come l'uom s'etterna … " (If. XV, vv. 82-85).



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COMMENTI
31/12/2013 - scuola (roberto cagnoni)

Condivido pienamente l'articolo. sicuramente meglio la scuola di google. La scuola, è un ambito didattico che aiuta nella formazione del giudizio in relazione alle nozioni che si apprendono. Aiuta a creare rapporti personali con l'insegnante che, come diceva don Bosco, può diventare maestro/a di vita se si coinvolge con i propri allievi. In relazione al fatto di entrare tutti i giorni nella stessa aula, vedere gli stessi volti, vivere una routine permanente mi permetto di osservare che è un piccolo assaggio di Paradiso. Se tutti i giorni, alla stessa ora, potessimo fare le stesse cose con un cuore nuovo ... saremmo già in cammino per la destinazione finale della vita. Google è un utile collettore di notizie che però non aiuta la crescita di una vita perché non fornisce gli strumenti di discernimento. Su uno stesso argomento si possono trovare informazioni contrastanti. Può essere uno strumento, se usato male, che origina confusione creando ansia da notizia.

 
31/12/2013 - VERO (Gianni MEREGHETTI)

E' vero, come è abitudinaria la vita di un insegnante! Ogni anno le stesse cose, le stesse lezioni, gli stessi argomenti, gli stessi metodi, le stesse tecniche educative, questa è una classe, e ognuno che prende le misure dell'altro, tanto che poi pensa di saperne anticipare le mosse, indovinando ciò che fa. E' vero la scuola è questo corso abitudinario di conoscenze già confezionate, eppure la scuola è molto di più, quando ti accade qualcosa di nuovo, qualcosa che non avevi previsto, una domanda, una obiezione, una critica, un suggerimento, un approfondimento inatteso, questo è il sale della scuola, ciò che la rende bella e affascinante, che d'improvviso ti trovi ad imparare qualcosa che non avevi avvertito mai, che d'improvviso è qualcosa di più di te a diventare protagonista dell'ora di lezione. E' per questo che continuo ad insegnare per afferrare questa novità, per godermela insegnando le stesse cose che diventano mie. Finalmente la conoscenza che irrompe dentro l'ora di lezione. E perché accada ho bisogno dei miei studenti. Senza di loro non accade la conoscenza, con loro sì!