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SCUOLA/ Ocse-Pisa conferma i dati Invalsi: ci rimane un'Italia sola

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Il seminario romano, oltre ad una generale presentazione dei risultati conseguiti dell'Italia si è focalizzato su tre aspetti legati alla novità dell'indagine rispetto alle edizioni precedenti. Il primo ha riguardato una lettura parallela degli esiti dei risultati della prova cartacea e della prova Cba, il secondo un confronto con dati delle rilevazioni nazionali dell'Invalsi, ed il terzo un'analisi degli andamenti delle performance dei quindicenni italiani dal 2000 ad oggi.

Il primo dato che emerge è che, anche nel 2012, l'Italia mostra una performance peggiore della media dei paesi Ocse. Il nostro Paese, però, offre segnali di miglioramento, soprattutto tra il 2006 ed il 2009. Tale tendenza ha avuto poi conferma, anche se in misura minore, anche nel 2012. In una recente video-intervista ad Andreas Schleicher pubblicata sul sito del Corriere della Sera, lo studioso riconosce ed apprezza lo sforzo ed i risultati italiani, che si sono collocati in una fase storica di tagli senza precedenti al sistema di istruzione.

Ciò che affligge maggiormente il nostro sistema sono gli ampi divari territoriali, tra le Regioni del Nord e quelle del Sud, e l'ancora elevato grado di variabilità dei risultati tra le scuole e gli indirizzi di studio.

I risultati degli studenti in matematica si collocano significativamente al di sotto della media Ocse: (485 punti contro 494 di media Ocse), con una performance significativamente peggiore per le femmine rispetto ai maschi (anche questo è un dato ormai ampiamente riconosciuto dalla letteratura). Il Mezzogiorno ha risultati ancora peggiori ed una ancora maggiore variabilità interna. I valori più elevati (con risultati sensibilmente sopra la media internazionale) sono detenuti da Provincia autonoma di Trento, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia. Calabria, Sicilia, Campania e Sardegna sono il fanalino di coda. Il Lazio, inaspettatamente, è al di sotto della media nazionale. Buoni risultati, al Sud, hanno conseguito Puglia ed Abruzzo.

Nelle regioni del Sud, inoltre, si concentra il maggior numero di studenti con un livello di competenze al di sotto di una soglia accettabile (si tratta di quindicenni che non raggiungono il livello 2 di competenza all'interno della scala a 6 livelli). Si tratta del 34% di studenti contro una media nazionale del 25% ed una media Ocse del 23%. Tale dato risulta particolarmente significativo per le regioni dell'obiettivo convergenza (Puglia, Calabria, Sicilia e Campania) perché tale indicatore rappresenta un benchmark delle politiche connesse con l'uso dei finanziamenti strutturali europei e pone l'esigenza di riflettere sull'efficacia dei finanziamenti europei.

Sensibilmente migliori (anche se sotto la media Ocse) sono i risultati in lettura e scienze, con valori rispettivamente di 490 e 494 a fronte delle media Ocse di 496 e 499. Si registra il divario di genere in lettura a favore delle ragazze, ma con una forbice ridotta rispetto a quello, simmetrico, per la matematica.



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COMMENTI
04/12/2013 - E se li frustassimo ben bene, i calabresi? (Vincenzo Pascuzzi)

Senza dubbio i risultati dell’indagine Ocse-Pisa hanno una qualche validità e potrebbero risultare utili se il governo li recepisse come input per qualche iniziativa di miglioramento. Sembra invece che, passata la fiammata mediatica, nessuno farà nulla – a parte le parole - e resterà solo ulteriore conferma di qualche risaputo luogo comune, tipo: meglio il nord, male il sud, ecc. Allora, poiché accanto ai “Geni in matematica a Nordest” (mi raccomando: non facciamoli scappare all’estero!) ci sono “I 15enni calabresi indietro di 90 punti ….”, forse non rimane che frustarli ben bene per vedere se si decidono finalmente ad allinearsi alle medie Ue e Ocse! Altra considerazione, con riferimento a crisi e spending review, quanto è costata (e quanto ci è costata) l’indagine Ocse-Pisa? Quante persone vi hanno lavorato e con quali retribuzioni? Tanto per poterle confrontare con quelle Miur e Invalsi.