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SCUOLA/ Ocse-Pisa conferma i dati Invalsi: ci rimane un'Italia sola

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Un campione di studenti e studentesse hanno svolto anche prove tramite computer (Cba) per la matematica e la lettura. In entrambi i domini gli studenti italiani registrano risultati migliori rispetto ai colleghi che hanno svolto solo le prove cartacee. Questo non rappresenta una costante in tutti i paesi che hanno partecipato alla rilevazione. Da notare, inoltre, la perfetta sovrapponibilità tra le prove in formato cartaceo e quelle Cba.

Altrettanto interessante è il confronto delle evidenze di Ocse-Pisa con quelle delle rilevazioni nazionali dell'Invalsi. La popolazione delle due indagini non è perfettamente coincidente, dal momento che l'Snv ha come target gli studenti iscritti alla seconda classe della secondaria di secondo grado e l'Ocse-Pisa definisce la sua popolazione come la totalità dei quindicenni scolarizzati (compresi quelli inseriti nella formazione professionale, i ripetenti e gli anticipatari). Di fatto, la popolazione dell'indagine internazionale corrisponde al 75% a quella del Snv. Nonostante ciò, è possibile effettuare confronti tra le due rilevazioni, evidenziando, così, una perfetta assimilazione tra i risultati delle due indagini, legate da un fortissimo grado di correlazione statistica. Entrambi  gli studi evidenziano l'influenza sui risultati del background familiare e scolastico, della cittadinanza (con risultati peggiori per gli stranieri, soprattutto i migranti di prima generazione), del genere (con evidenze opposte in lettura e matematica), della tipologia di scuola e dell'area geografica. Ocse-Pisa, inoltre, da un lato conferma le differenze tra le regioni così come sono state rilevate dall'Invalsi, e riproduce lo stesso posizionamento delle scuole che hanno partecipato ad entrambe le rilevazioni.

Alla luce della perfetta sovrapponibilità dei due studi, a partire dal 2015 la rilevazione Pisa sarà condotta in Italia anche sulla stessa popolazione di studenti di II secondaria di secondo grado, e sarà possibile evitare il costoso sovra-campionamento per tutte le Regioni adottato dal 2006 al 2012 (basteranno i risultati dell'Invalsi per monitorare il sistema italiano).

Ultimo aspetto degno di nota è l'evidenziazione del miglioramento nel tempo della performance italiana. Come si è anticipato, tale evoluzione è stata particolarmente significativa tra il 2006 al 2009, mentre negli ultimi tre anni è stata modesta e statisticamente non significativa.

Tale fenomeno, però, non si riscontra omogeneo nelle varie realtà territoriali e nei vari ordini di scuole: è stato più marcato nel Mezzogiorno (ad esclusione di Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna), e meno nel Centro Italia. Esso si è concentrato negli istituti diversi dai licei, e soprattutto tra gli studenti con competenze meno elevate. Tale dato è stato accolto in modo positivo dal presidente dimissionario dell'Invalsi Paolo Sestito, insieme alla riduzione del grado di varianza tra scuole. Si è, però, ribadita la necessità di non cedere a facili entusiasmi: la vera equità non si raggiunge soltanto riducendo il livello di variabilità tra i gruppi, ma elevando anche il livello medio delle prestazioni portandolo a livelli sempre più elevati.



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COMMENTI
04/12/2013 - E se li frustassimo ben bene, i calabresi? (Vincenzo Pascuzzi)

Senza dubbio i risultati dell’indagine Ocse-Pisa hanno una qualche validità e potrebbero risultare utili se il governo li recepisse come input per qualche iniziativa di miglioramento. Sembra invece che, passata la fiammata mediatica, nessuno farà nulla – a parte le parole - e resterà solo ulteriore conferma di qualche risaputo luogo comune, tipo: meglio il nord, male il sud, ecc. Allora, poiché accanto ai “Geni in matematica a Nordest” (mi raccomando: non facciamoli scappare all’estero!) ci sono “I 15enni calabresi indietro di 90 punti ….”, forse non rimane che frustarli ben bene per vedere se si decidono finalmente ad allinearsi alle medie Ue e Ocse! Altra considerazione, con riferimento a crisi e spending review, quanto è costata (e quanto ci è costata) l’indagine Ocse-Pisa? Quante persone vi hanno lavorato e con quali retribuzioni? Tanto per poterle confrontare con quelle Miur e Invalsi.