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SCUOLA/ Quei giovani rovinati dal desiderio "buono" dei genitori

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Da questa crisi il figlio ne esce in forza di un progetto pedagogico esperienziale nella natura (Erlebnispädagogik), in cui con una bicicletta, dalla Baviera al Mar Baltico, impara a decidere sulla sua vita da sé, man man che le circostanze incontrate richiedevano delle decisioni. L'esperimento cattura la fantasia, ma rimane un'eccezione. La realtà, soprattutto nella classe borghese tedesca media ed alta, è piuttosto un'identificazione della riuscita scolastica del figlio con la legittimazione della propria educazione.

Credo che l'idea italiana, assai diffusa, in base alla quale il liceo (classico) è la migliore delle scuole possibili trovi, in questo punto, una coincidenza con il dibattito in Germania: l'optimum sarebbe un certo liceo o una certa scuola con cui si vuole legittimare la propria educazione ricevuta o il modello educativo di una persona che stimiamo.

Questa proiezione sui ragazzi di un immagine di un optimum nell'educazione nega la realtà, che è molteplice e in tale molteplicità si manifesta come "dono".

Nel suo libro, ora pubblicato in italiano, in una traduzione a cura della Casa Balthasar, di Ferdinand Ulrich, "L'inizio come bambino. Per una antropologia filosofica dell'infanzia" (Las, 2013), il grande filosofo tedesco, amico di Hans Urs von Balthasar, fa vedere, in un linguaggio filosofico ontologico preciso, come l'essere è realmente dono, ma lo è in una dimensione di "unità della vita e della morte", non solo della morte finale, ma delle tanti "morti" che fanno parte della nostra vita: per esempio, la nostra capacità di "lasciar andare" i nostri figli su vie che sono quelle "ottime" o "possibili" per loro, anche se non corrispondono ad un "optimum" per me o ad un presunto optimum dei modelli educativi che ho ricevuto io.

Uno dei pilastri del nostro liceo (CJD-Christophorusschule, Droyssig) è l'attenzione a ragazzi che sono eccellenti come quoziente di intelligenza, ma che rimangono incapaci o hanno grandi difficoltà ad integrarsi nel sistema scolastico tedesco (il fenomeno che nella letteratura specialistica viene chiamato degli underchever). Uno dei risultati di uno studio di Konstanze Szelényi, coordinatrice con la collega Kerstin Zimmer di un lavoro per i ragazzi eccellenti della nostra scuola su modelli alternativi di insegnamento, precisamente su "moduli" preparati dagli insegnanti per due settimane di lezione, che i ragazzi affronteranno da soli o in coppia, è che solo un'attenzione ai processi individuali di insegnamento e di apprendimento permette di fare un lavoro fecondo e di differenziazione scolastica (cfr. "Die Modularbeit an der CJD Christophorusschule Droyssig – eine Förderung von Hochbegabten durch Binnendifferenzierung" (Il lavoro con moduli alla scuola CJD san Cristoforo – un sostegno degli scolari eccellenti per mezzo d' una differenziazione interna al lavoro scolastico), Diploma – ECHA presentato all'Internationalen Centrum für die Begabungsforschung (ICBF).



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