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SCUOLA/ Come sceglierla? Cercate la bellezza

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Dal tenere sempre a mente la frase di san Paolo "E voi genitori non esasperate i vostri figli". Sull'aspetto "scuola" spesso noi genitori sentendo, anche giustamente, che il bene che noi abbiamo chiaro il ragazzo non lo sta perseguendo, finisce che ci alleiamo di più con quello che vorremmo ottenere da loro che non con loro, esasperandoli e facendoli smarrire.

Quali domande potrebbero farsi i genitori per inquadrare correttamente la questione ed evitare di utilizzare criteri di comodo o modelli precostituiti?
Cosa voglio per mio figlio? A cosa concretamente penso quando dico qualità? Cosa ritengo indispensabile per lui a scuola? Cosa ci deve essere, cosa voglio che sia garantito? Ma, anche, per non dimenticare ciò che è davvero in gioco: che cosa ci interessa perché quel bambino vada verso le realtà, verso la vita? Il bambino, il figlio che abbiamo davanti non lo abbiamo fatto noi, è fatto da un Altro e noi non lo possiamo far diventare altro da quello che è. A che cosa apriamo, che cosa ci interessa?

Sono domande impegnative… Lei cosa risponderebbe?
Ci interessa che quel bambino, quel ragazzo, vada verso le realtà, verso la vita, e non si accontenti di ciò che appare, ma vada a cercare fino in fondo di cosa è segno, perché come il cuore dell'uomo è fatto cioè è fatto da-, così la realtà è fatta, porta dentro il segno di chi l'ha fatta e il segno è messo lì perché tu trovi Chi l'ha fatta. Questo in qualunque luogo, a scuola come in famiglia. E la scuola, che non può e non deve mai sostituire la famiglia nel suo compito, in questo può essere comunque un aiuto importante.

Come, precisamente?
Conta moltissimo ciò che il ragazzo incontra a scuola. In che cosa agisce la scuola? Agisce innanzitutto sulla motivazione, perché se tu sei accolto, senti che c'è verso di te interesse, attenzione, ci si trova in un clima non ostile che favorisce l'apertura. Ma incide anche su un altro fattore altrettanto importante: sull'offerta di ciò che deve essere studiato, quindi ha a che fare in modo più stretto con quell'interesse particolare alla materia, ed in generale al fatto che ci siano degli insegnanti con una visione aperta alla domanda "che ne sarà di loro?". Il fatto che un ragazzo cominci a capire che ciò che studia dipende dall'orizzonte che ha il maestro/professore che glielo offre, da come e che cosa l'insegnante gli fa studiare, e anche come è rigoroso con la materia e con il ragazzo.



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