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SCUOLA/ Invalsi, la svolta del "Comitato"

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Infatti, con le presidenze di Piero Cipollone e di Paolo Sestito sono aumentate le performance dell'Istituto con la definizione di un sistema di valutazione moderno ed in linea con gli standard europei ed internazionali, finalizzato a fornire quelle basi di conoscenza necessarie per ogni intervento di miglioramento del sistema educativo italiano. 

Le analisi svolte in questi anni dall'Invalsi sono state caratterizzate da una forte autonomia, tesa a far emergere la vera situazione della scuola italiana e del modo di operare del sistema dell'istruzione, cercando anche di sensibilizzare i decisori pubblici su come, dove e in quale particolare segmento dell'istruzione intervenire. In altre parole, mediante un circolo virtuoso, le rilevazioni dell'Invalsi hanno contribuito al miglioramento delle policy dell'istruzione attraverso lo studio dei risultati delle prove conseguenti all'adozione delle politiche stesse.

Tra i vari risultati raggiunti, è giusto ricordare: il passaggio dall'analisi di alcune scuole campione alla totalità delle scuole, la messa a disposizione a partire dal 2009 del dati delle prove per la rilevazione degli apprendimenti, la grande opera di restituzione dei dati alle scuole, l'approfondimento dei risultati tenendo conto del background familiare e degli atteggiamenti degli studenti.

In particolare, con la presidenza di Paolo Sestito sono migliorate le tempistiche della messa a disposizione dei dati, forniti già all'inizio di settembre e la presentazione già a luglio dei rapporti nazionali sulle rilevazioni e dei rapporti sulle rilevazioni internazionali in contemporanea con quelli dei consorzi internazionali (Ocse e Iea).

Inoltre, con Paolo Sestito vi è stata anche un'ampia apertura dell'Istituto verso il mondo della scuola e della ricerca per la costruzione delle prove, una forte connessione tra le ricerche nazionali e internazionali ed una particolare attenzione allo studio degli effetti delle politiche rispetto ai risultati della valutazione.

Sempre all'opera di Sestito si deve il lancio del progetto Vales che contiene, per la prima volta, un'ipotesi innovativa di autovalutazione e valutazione esterna per le scuole e per i dirigenti, legata ad un piano di miglioramento delle singole scuole. 

I risultati raggiunti da Sestito sono tanto più apprezzabili quanto più si consideri che sono stati raggiunti con un Istituto in serie difficoltà economiche e soprattutto organizzative. In particolare, ha potuto contare solo parzialmente sul piano straordinario di reclutamento previsto dal ministro Gelmini nel 2011, che è stato interrotto prima del suo completamento dal blocco delle assunzioni del governo Monti, senza che il ministro Profumo riuscisse a confermarne la straordinarietà nemmeno nel limite delle risorse già individuate dal suo predecessore. 

Del resto nemmeno il ministro Carrozza ha minimamente pensato di prorogare quel piano straordinario di reclutamento per l'Invalsi, sebbene nel suo decreto scuola abbia fatto diversamente per molte altre misure di Gelmini. 

Insomma, anche prima della nomina del Comitato degli esperti, già qualche segno di discontinuità per l'Invalsi c'era stato e non certo nel verso giusto. 



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
09/12/2013 - Il Ministero si prende INVALSI (FRANCO BIASONI)

Un gestore di scuola (lo Stato italiano attraverso il Ministero della PI) che valuta sé stesso non può essere credibile. La valutazione va fatta per conto degli utenti dl servizio: studenti, genitori e cittadini italiani, non per conto del governo che gestisce il servizio.

 
09/12/2013 - Vergin di servo encomio .. scriveva Manzoni (enrico maranzana)

Su quale piattaforma radica l’asserzione: “analisi .. tese a far emergere la vera situazione della scuola italiana e del modo di operare del sistema d’istruzione ”? L’Invalsi rileva i risultati dell’attività scolastica: i caratteri e le modalità della progettazione formativa, di quella educativa e dell’istruzione sfuggono alle sue rilevazioni. Un vizio non sanato dal fatto che il “sistema di valutazione moderno ed in linea con gli standard europei e internazionali”: l’uniformità non è un valore! Perché tacere sul difetto costitutivo di un organismo che ostruisce il canale informativo che lega il ministero alle scuole?