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SCUOLA/ Tfa speciale vs ordinario? Agli studenti non serve una guerra tra poveri

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“Merito bocciato, sanatoria promossa. Così va la scuola dal 1859”. È strano a dirsi, ma stavolta il titolista ha colto meglio il senso delle cose del giornalista. La scuola va così dal 1859, da quando cioè si è cominciato a far coincidere la Pubblica istruzione con l’istruzione gestita, governata e amministrata direttamente dallo Stato. 

Ogni concorso (oggi piú che mai) chiede la sua sanatoria, per evitare i ricorsi, i blocchi, le proteste. La scuola-amministrazione non è più in grado di gestire nemmeno sé stessa (il 2012 è l’anno di incredibili débacles dal punto di vista tecnico nella gestione dei concorsi, cosa che la Pubblica amministrazione dovrebbe saper fare).

I professori esercitano, per le leggi patrie e per i contratti, non una professione, ma una funzione. Funzionari, dunque e non professionisti. 

Paradossalmente il Tfa (anche il Tfa speciale, che non è né un concorso né una sanatoria, ma la possibilità di abilitarsi per i docenti che non hanno potuto accedere agli ultimi percorsi abilitanti della Ssis), con tutti i suoi limiti, è un punto di novità estremamente importante. Per la prima volta da secoli (almeno dal 1859...) si separa l’abilitazione a una professione (che riguarda tutta l’istruzione pubblica, statale o paritaria) dal reclutamento nella scuola statale. 

Questo è il punto di svolta per la riforma della scuola, che Stella riconosce essere fondamentale per il Paese: poter avere professionisti qualificati non solo nel merito delle proprie materie che vengono assunti non attraverso il meccanismo dei concorsi e delle liste (che genera precariato in enormi quantità) ma attraverso la responsabilizzazione dei singoli istituti autonomi e dei loro dirigenti, per il raggiungimento degli obiettivi educativi, culturali e formativi da loro posti e comunicati alle famiglie.

Insegnanti professionisti e scuole autonome: forse questa è l’unica strada per uscire dal loop di concorsi, ricorsi, condoni, listoni, in cui ci siamo andati a cacciare sempre più dal 1859. E forse per cominciare a riconoscere un po’ di più i diritti degli studenti ad avere un contesto educativo e formativo coerente e professionale (e non semplicemente un servizio pubblico gestito burocraticamente) insieme a quelli dei docenti.



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COMMENTI
05/02/2013 - TFA speciale (Marco Notario)

Mia figlia ha bisogno assoluto del TFA speciale per un motivo molto semplice: di essere tutelata da una ingiustizia subita. Iscritta a una laurea quadriennale, ha dato tutti gli esami in tempo perfetto, con ottimi voti. Poi una professoressa arrogante l'ha bloccata per due (dicesi due) anni prima di darle il titolo della tesi. Ed è arrivata al 2003. Io ho pagato due anni fuori corso. E mia figlia è fuori da tutti i concorsi, perché adesso, con la bella trovata del signor Profumo (ministro?), non ha potuto partecipare al Concorso Normale, perché è stata posta dalla burocrazia la data del 2002 come ultima utilizzata (chissà perché) per le lauree quadriennali. Rovinata da una baronessa (ma per cosa noi padri abbiamo fatto il 68?) e da un tecnico! IL TFA speciale dovrebbe almeno sanare queste ingiustizie. Non è mia figlia che ogni anno sceglie di girare il Piemonte per supplenze! E' l'arroganza delle istituzioni. PS. Io docente con 40 anni di attività anche come vice-preside ho provato i test del TFA e del Concorso. Non li ho passati perché non ho saputo la data di pubblicazione di un testo del 1600. Ma ai miei tempi ho vinto due (dicesi due) concorsi a pieni voti. Però lì le prove di esame erano serie: "Il candidato illustri come spiega ai ragazzi il pronome relativo". Quella era didattica.

 
02/02/2013 - Una piccola indagine statistica (Franco Labella)

Come tutti ho dei limiti di comprensione, sarà l'età o il lavoro usurante non so. Non ho capito, ad esempio, se Foppa Pedretti quando dà ragione a Stella lo faccia anche per la parte di ragionamento che descriverebbe il TFA speciale come il solito inciucio per promuovere somari senza merito. Siccome ho esperienza diretta e quotidiana dei curricula di molti "somari" precari suggerisco a Stella e Foppa Pedretti una piccola indagine statistica. Facendovi aiutare da esperti nei campionamenti selezionate il numero necessario di "somari" da testare nei partecipanti al recente concorsone e poi divulgate e pubblicate gli esiti. Per lo meno capiremo perché un "somaro" precario pluriidoneo in concorsi precedenti, col dottorato di ricerca magari, è uno che vuole lavorare senza merito. Proporrei, poi, anche un piccolo supplemento di indagine con una verifica che riguardi i gradi alti dell'Amministrazione centrale, periferica e della dirigenza scolastica. Suggerisco anche a Stella di occuparsi, ad esempio, dei DS c.d. riservisti e non solo in Sicilia. Per lo meno Trilussa, a questo punto, ci illuminerà tutti... Stella, Foppa Pedretti, Labella che scoppia e dà i numeri ed il precario "somaro".