BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Scelta civica (Monti): concorsi regolari, prof da valutare e autonomia finanziaria

Pubblicazione:

Mario Monti (InfoPhoto)  Mario Monti (InfoPhoto)

La parità non è ancora stata raggiunta e la possibilità di libera scelta da parte delle famiglie è ancora ipotetica. L’Agenzia delle entrate considera un lusso l’investimento che molte famiglie fanno, talvolta a costo di grandi sacrifici. Ciò contrasta con la visione liberale e avanzata del sistema educativo che ci proponiamo di affermare. Cooperazione competizione fra pubblico e paritario sono parole chiave anche in questo caso.

L’autonomia scolastica oggi è da considerarsi già attuata? Secondo Scelta civica, nel quadro di una autonomia compiuta (non solo funzionale ma anche giuridica e finanziaria) una scuola potrebbe ricevere direttamente risorse finanziarie? A quali condizioni?
Il Regolamento sull’autonomia delle istituzioni scolastiche è stato approvato dal 1999, ma non è mai stato realizzato pienamente. Sulla carta le scuole potrebbero fare scelte per favorire inclusione, merito, flessibilità, personalizzazione dei percorsi, orientamento agli studi superiori, al lavoro e alle professioni, anche con una diversa  articolazione delle classi e del tempo scuola. In realtà non hanno la possibilità di  farlo in modo sistematico per i troppi vincoli e la mancanza di risorse adeguate. È necessario definire, in modo chiaro e condiviso, i compiti che spettano allo Stato, alle Regioni e agli Enti locali per dare ad ogni scuola certezze e strumenti reali per operare. La creazione di reti di scuole, anche di ordini diversi, per favorire la flessibilità dei percorsi didattici e per condividere risorse, laboratori, e personale è una strada da percorrere. Ma si dovrà anche ridefinire il modello di governance delle istituzioni scolastiche autonome: maggiore collegamento al territorio ed alle comunità locali, strutture organizzative che prevedano una leadership distribuita e, di nuovo,  valorizzazione delle professionalità specifiche dei docenti. Non c’è vera autonomia senza autonomia finanziaria. L’argomento è delicato, ma anche molto chiaro.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
11/02/2013 - Parole, parole parole soltanto parole (Franco Labella)

Non me ne voglia la rettrice Giannini ma la sua intervista mi ha evocato la divina Mina. Il giudizio sarà anche tranchant ma non mi pare che sia possibile dare una valutazione diversa. L'idea che le scuole autonome scelgano i propri docenti è decisamente inconciliabile con l'affermazione relativa alla procedura concorsuale come quella che si vuole rendere costante. Perché è di tutta evidenza che i requisiti di un concorso pubblico non possono essere ad personam: ti voglio nordico, non divorziato e con i capelli biondi, se poi hai studiato alla Cattolica ancora meglio. Perché l'identitario, per forza di cose, esclude l'applicazione dell'art. 3 della Costituzione e mi pare strano che i teorici del "nuovo" che avanza e perfino gli esegeti delle revisioni costituzionali alla Palazzi lo ignorino. Ci sono poi delle "perle": questa dell'Invalsi organismo di valutazione indipendente mi risulta nuova anche alla luce del tentativo dell'attuale Ministro di insediarne l'apice guarda un po' in regime di ordinaria amministrazione e con un governo dimissionario. Indipendente? Boh. Doppio boh quando la rettrice cita l'agenzia delle entrate ed il redditometro che come dice la parola serve a misurare il reddito. Per cui mi pare incongrua la critica relativa alle rette delle scuole. Ma il Monti di Scelta civica è lo stesso Monti che ha governato finora e che ha avuto in Profumo il ministro dell'istruzione che ha lavorato, sostanzialmente, nel solco tracciato dalla Gelmini?