BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Via trimestri e quadrimestri, con l'autonomia è possibile

Pubblicazione:

InfoPhoto  InfoPhoto

Durante il primo trimestre i docenti attuano la propria programmazione adeguandola ai tempi più brevi e, nel primo colloquio con le famiglie – di solito ai primi di dicembre − esprimono una valutazione relativa al livello raggiunto dagli studenti in quella fase dell’anno in relazione agli argomenti svolti sino a quel momento: una valutazione ancora provvisoria, certo, ma allo stesso tempo un indicazione utile sull’andamento del profitto per studenti e famiglie. 

Lo scrutinio nelle prime settimane di gennaio ratifica i risultati di una fase di lavoro che si è conclusa in dicembre. Il ritmo di lavoro sostenuto di questo primo periodo scolastico è bilanciato dalle vacanze natalizie, che diventano una pausa autentica tra due distinti periodi di lavoro. D’altra parte il “pentamestre” garantisce una seconda parte dell’anno più estesa e continua: gennaio diventa il mese della ripresa delle attività e non il mese dell’ansia, per le interrogazioni e compiti in classe a ripetizione; si possono programmare con più agio stage o viaggi di istruzione; le altre interruzioni (vacanze pasquali ed eventuali ponti di fine aprile ed inizio maggio, ecc.) costituiscono pause;  inoltre permette una distribuzione equilibrata delle verifiche e tempi ampi per il recupero. Il colloquio con le famiglie, a metà circa del pentamestre, acquisisce un peso notevole in quanto certifica una tappa davvero intermedia. La valutazione finale quindi risulta il momento conclusivo di un percorso monitorato con maggiore regolarità e mirato al conseguimento del successo scolastico. 

Si tratta dunque di scelte che incidono positivamente sul miglioramento dell’offerta formativa. Si tratta di un esempio che dimostra che gli spazi per muoversi esistono. In questi anni molti sono stati gli ostacoli di natura normativa o economica. Occorre che il confronto sulle buone pratiche e sugli esempi virtuosi nelle scuole diventi serrato e soprattutto esca fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori. Ma occorre anche rimuovere gli ostacoli frapposti al pieno esercizio di questa libertà e responsabilità da parte delle scuole. C’è da augurarsi che questo sia per il nuovo governo un punto prioritario. L’autonomia è qualcosa che deve essere riconosciuta, ma che va anche conquistata.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
15/02/2013 - Forse non interessa a molti... (Franco Labella)

Chiedo venia in anticipo perchè magari nun ve ne può frega' de meno, come direbbero a Roma, ma giusto per chiarire il senso degli interventi a commento degli articoli. Mi occupo di nuove tecnologie nella didattica da decenni, ho localizzato in italiano programmi americani di registro elettronico che giravano in DOS, sono esaminatore ECDL. Embè? Io non sono contrario, come sembra pensare Palazzi, a nuovi strumenti che si chiamino LIM o registri elettronici. Io sono contrario all'enfasi su questi che sono e restano strumenti. Io sono e resto contrario a strumenti i cui esiti possono portare a risultati anche esiziali quali quelli paventati dalla Veladiano nel suo articolo. Dopo di che nessuno ipotizza il ricorso alle tavolette cerate... manco i "conservatori" della CGIL scuola (così faccio felice qualche nostalgico dei bei tempi andati e vissuti come attuali). E' un po' lo stesso discorso dell'articolo: trimestre e pentamestre sono una novità relativa di chi ha pensato spesso a questa scansione come ad una "furbata" per battere le occupazioni studentesche. Avessero un senso migliorativo perchè uno dovrebbe boicottarli come strumenti? Certo mi fa strano che la diffusione avvenga (è la mia esperienza a Napoli e provincia) tramite "cordate" di DS anzichè per diffusione tra i colleghi e i collegi. Quanto al Brocca: ma s'è mai visto una sperimentazione costata miliardi archiviata senza una benchè minima valutazione? Altro che spending review, questa è cialtroneria

 
14/02/2013 - Sono (quasi) del tutto d'accordo con Labella (Sergio Palazzi)

Condivido la maggior parte delle osservazioni di Labella: il 3+5 non è affatto più agevole né per la valutazione realistica dell'andamento della classe e dei singoli, né per la programmazione dei lavori. Nemmeno per organizzare i "recuperi": se tra la constatazione dell'insufficienza, programmazione e verifica del recupero passano come minimo un paio di mesi, poiché a ridosso della pagella trimestrale partono le vacanze natalizie, l'attività di recupero e relativa verifica se non si riduce a un pro forma quanto meno perde molta efficacia. Se incontro a settembre una classe nuova, magari su una materia nuova, è già tanto se alla metà di ottobre ho potuto svolgere una prima verifica su qualche argomento più solido. Ma anche con una classe rodata e in prosecuzione dei lavori dell'anno prima, un periodo di riassesto serve sempre. Risultato? O andiamo allo scrutinio con due o tre voti più o meno cuciti insieme, con qualche dubbio sull'efficacia didattica del processo di verifica, o prima di gennaio rinunciamo a qualsiasi approfondimento. Dove non sono d'accordo è sul rimpiangere il malaugurato "Brocca", che era proprio l'apoteosi delle troppe materie da 2 o 3 ore. Ma proprio per questo mi pare strana l'opposizione del collega a strumenti che informino in tempo reale le famiglie sull'andamento scolastico, come il registro elettronico & annessi e connessi, che potrebbero destrutturare l'ansia da trimestre pensionando la pagella intermedia. E invece vi sommiamo pure i "pagellini"...

 
13/02/2013 - Forse non è la soluzione migliore (Franco Labella)

Da tempo la soluzione proposta è praticata in molte scuole per lo meno dell'area che conosco. Quasi mai la soluzione è stata proposta dai collegi ma piuttosto "suggerita" da dirigenti scolastici che spesso l'hanno motivata come la "soluzione magica" alle agitazioni e alle occupazioni. C'è una obiezione di fondo che mi sento di fare per lo meno per le scuole superiori. I quadri orari dei bienni riordinati presentano spesso una notevole frammentazione, ci sono cioè discipline che hanno un monte ore assai esiguo. Questo rende privo di senso un periodo corto come un trimestre (che nei fatti non lo è che nominalmente) nel quale non si raccolgono elementi nè sufficienti nè, in qualche caso, giuridicamente fondati (il "congruo numero" non è stato mai abolito e l'autonomia non arriva fino al punto di giustificare una valutazione "a sensazione" se così posso dire). Il tempo disteso del pentamestre in realtà diventa assai meno disteso perchè spesso, in presenza di valutazioni negative, c'è la necessità di approfondire tutti gli elementi ed anche il potenziale maggior numeri di interventi di recupero può risultare un ostacolo. Forse le questioni andrebbero affrontate con criteri scientifici di sperimentazione. Considerando, però, che si è archiviata la sperimentazione Brocca senza uno straccio di analisi e senza alcuna evidenza che non fosse l'"intuito" di alcuni consiglieri politici del ministro Gelmini che non avevano la più pallida idea manco dei quadri orari relativi, è meglio