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UNIVERSITA'/ Meno laureati? Ecco le 4 anomalie dei nostri atenei senza merito

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Occorre ovviamente incrementare i finanziamenti rispetto a quelli che oggi sono previsti, ma non a pioggia, e prevedendo la chiusura degli atenei in alcune città (oggi ce ne sono ben 72). E poi permettete un paradosso. Bisogna aumentare le tasse degli atenei, sia perché questo deve costringere a incrementare la qualità dell’offerta, sia per evitare che i poveri paghino ai ricchi l'università attraverso le basse rette (facendo un favore ai ricchi che così pagano poco un bel servizio) compensate dalla fiscalità ordinaria (quindi anche dei poveri). Bisogna invece, contestualmente, aumentare le borse di studio a tutti quelli che ne hanno bisogno dai 4.500 euro attuali a 10mila euro. Benvenuto sia il redditometro. Ma soprattutto controlli severi. Erogare fondi solo a chi merita…

4. Che proliferino esperienze di eccellenza. Siamo il paese non solo dei furbi ma anche dei talenti, in qualunque campo. Siamo un paese ricco non di materie prime, ma di cervello, di capacità di far nessi, di cultura (nelle nostre università ci sono tanti maestri veri) ed è il motivo per cui i nostri dottorandi e ricercatori sono richiesti all'estero. Puntiamo sui nostri talenti, creiamo spazi a docenti bravi - sottraendoli alle pratiche furbe dei colleghi meno dotati -, agli studenti bravi, mettendoli in condizioni di rimanere legati al sistema produttivo e accademico, perché nel tempo questo matura relazioni e attrattività.

La generazione dei nostri teenager ha già mandato giù messaggi assai poco rassicuranti sul proprio futuro ed è preparata a combattere una competizione che sarà spietata e avrà poche reti e protezioni. Infondiamogli almeno fiducia sul fatto che il merito e il coraggio saranno premiati.

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