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SCELTA CIVICA/ Il programma sulla scuola della Lista Monti. Ecco il testo integrale

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Questo significa, stando alle previsioni del FMI, mettere a disposizione della scuola nuove risorse per circa 8 miliardi di euro, distribuiti nell’arco della legislatura. 

Occorre, inoltre, avere il coraggio di usare tutte quelle leve che possono migliorare in profondità il nostro sistema di istruzione e formazione, mettendo ogni singola istituzione scolastica e formativa nelle condizioni di poter lavorare al meglio. 

Lo scopo è dare a tutti i giovani l’opportunità di trovare una strada per inserirsi nella società e nel mondo del lavoro, per mettere a frutto i propri talenti e dare il proprio contributo alla crescita del Paese. 

Per Scelta Civica sono quattro le leve necessarie per cambiare la scuola.

1. Autonomia reale e risorse certe  

Anche se sulla carta le scuole sono autonome dal 1999 in realtà non hanno la possibilità di esserlo effettivamente per i troppi vincoli e la mancanza di risorse adeguate.

È necessario definire, in modo chiaro e condiviso, i compiti che spettano allo Stato, alle Regioni e agli Enti locali per dare ad ogni scuola certezze nei riferimenti e strumenti reali per operare, diffondendo la consapevolezza del rilievo costituzionale delle istituzioni scolastiche quali veri interlocutori istituzionali a livello nazionale e territoriale. L’autonomia didattica, organizzativa e finanziaria deve trovare un progressivo compimento nella logica della sussidiarietà e della responsabilità. 

Queste, in sintesi, le proposte: 

• più risorse certe a tutte le scuole del sistema pubblico di istruzione, perché possano utilizzare gli spazi di flessibilità previsti dall’autonomia e dai nuovi ordinamenti per l’ampliamento dell’offerta formativa, per la personalizzazione dei percorsi e per dare stabilità ai processii di alternanza scuola-lavoro e di orientamento, anche con la possibilità di utilizzare personale specializzato; 

• assicurare ai centri di formazione accreditati la quota capitaria necessaria per poter garantire l’offerta formativa in base alla normativa vigente, con l’istituzione di un apposito fondo nazionale, che integri i fondi delle regioni, a presidio della qualità della formazione su tutto il territorio; 

• sostenere la costituzione di reti di scuole, anche di ordini diversi, per favorire un utilizzo dell’organico in modo funzionale alla realizzazione della quota di flessibilità prevista dall’autonomia, per garantire continuità di impiego del personale per supplenze, per l’utilizzo di insegnanti di sostegno specializzati, di docenti per l’insegnamento CLIL, di docenti di strumento musicale, di tecnici di laboratorio e di insegnanti tecnico pratici; 

• ripensare una governance delle istituzioni scolastiche autonome in cui dare spazio a famiglie, docenti, comunità locale e mondo produttivo in una logica sussidiaria e di responsabilità; 

• snellire l’iter burocratico che consente alle scuole di beneficiare del 5 per mille; 

• creare le condizioni per il pieno utilizzo delle risorse della programmazione 2014-2020 dei fondi comunitari; evitando la logica della distribuzione “a pioggia” senza l’individuazione precisa di risultati attesi e la loro puntuale valutazione. 



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