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INCHIESTA SCUOLA/ 1. Italia, fabbrica di mediocri: ecco perché

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Gli indicatori presi in considerazione sono descritti di seguito, raggruppati per temi così come saranno commentati in questo articolo:

1. Qualificazione della forza lavoro
2. Risultati di apprendimento di matematica
3. Tassi di accesso ai diversi gradi di istruzione
4. Rapporto studenti/docenti nei vari gradi di istruzione

Per ciascuno degli indicatori considerati sono stati costruiti dei grafici: le linee gialle corrispondono ai percentili di ordine 10% e 90%, quelle verdi ai percentili di ordine 25% e 75%, mentre la linea blu rappresenta la mediana. I punti rossi individuano l’Italia, quelli viola la Korea. La definizione di istruzione Primaria, Secondaria e Terziaria è quella della Banca Mondiale e a questa si rinvia il lettore per opportuni chiarimenti. Si utilizzano le stesse definizioni contenute nella banca dati della Banca Mondiale per consentire al lettore di ricostruire da solo il percorso. Non è qui possibile riportare i grafici che saranno commentati. Il lettore può tuttavia facilmente ricostruirli da solo o richiederli agli autori. Oppure può scaricare il file ppt contenente i grafici dal sito http://www.academia.edu/2604870/Figure_per_Haec_ornamenta_mea_.

1. Qualificazione della forza lavoro − Un primo importante indicatore per valutare lo stato di un paese è costituito dal grado di istruzione raggiunto dalla sua forza lavoro. È ovviamente un indicatore che non si riferisce ad un singolo anno, bensì evidenzia come il capitale umano si sia accumulato nel corso del tempo. La situazione dell’Italia in rapporto ai “più ricchi paesi OCSE”, è ben sintetizzata dai tre indicatori prescelti: il nostro paese si trova ai primi posti, da oltre 20 anni, per la quota di forza lavoro che detiene solo un titolo di studio di istruzione primaria. Nel corso del ventennio 1991-2010 tale quota è passata da oltre 55% al 37%, che è poco al di sotto del livello della Korea di 20 anni fa. La Korea, nello stesso periodo di tempo, ha portato tale quota dal 45% al 25%! 

Accanto al primato della più elevata quota di forza lavoro con basso livello di istruzione, l’Italia detiene oggi, e ormai da oltre 20 anni, quello di paese con la minore quota di forza lavoro con titolo di studio di istruzione terziaria: siamo oggi intorno al 17%, che di nuovo era il livello della Korea di 20 anni or sono, mentre oggi tale paese ha raggiunto la quota del 35%. Si deve qui osservare, in verità, che la Korea comincia ad avere qualche problema di rendimento privato dell’istruzione terziaria derivante da un eccesso di offerta di forza lavoro qualificata (http://www.economist.com/node/21541713), per cui molto probabilmente i livelli koreani risultano forse eccessivi, anche se sicuramente sono stati uno dei fattori di successo di quell’economia. All’opposto, un recente studio sui rendimenti privati dell’istruzione terziaria nell’OCSE (http://dx.doi.org/10.1787/031008650733) evidenzia come in Italia questo sia pari all’8%, superiore a quello di molti altri paesi. 



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