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INCHIESTA SCUOLA/ 2. Università senza eccellenze? La risposta è "matematica"

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Risulta pertanto necessaria una rielaborazione dei dati delle due indagini prima di ogni confronto. A questo scopo sono stati selezionati i soli paesi che risultano presenti nelle tre ultime indagini: TIMSS 4th grade 2011, TIMSS 8th grade 2011, PISA 2009. I paesi selezionati in base a tale criterio sono risultati 22: Australia, Chile, Finland, Hong Kong SAR, China, Hungary, Italy, Japan, Kazakhstan, Korea, Rep., Lithuania, New Zealand, Norway, Qatar, Romania, Russian, Federation, Singapore, Slovenia, Sweden, Thailand, Tunisia, Turkey, United States. Sono state quindi selezionate dal database della Banca Mondiale le variabili già sinteticamente descritte nella tabella riportata: un primo gruppo riguarda i livelli medi di apprendimento, un secondo gruppo la quota di studenti che raggiunge livelli di eccellenza.  Dai grafici componibili con la tecnica già descritta sopra, emerge quanto segue. 

Livello di apprendimento di Matematica: l’Italia si posiziona poco sotto la mediana dei 22 paesi per tutti e tre i gradi di istruzione e per tutti gli anni; la valutazione dell’andamento nel corso del tempo mostra che per il passato, nel 4° grado, l’Italia (comunque sotto la mediana) risultava meno distante da tale posizione, rispetto agli altri due gradi di istruzione, ma con l’ultima indagine tale differenza è del tutto scomparsa; ciò che veramente impressiona, comunque, è la distanza rispetto a paesi più virtuosi tipo la Korea, che si colloca ben oltre il 90° percentile!

Quota di studenti che raggiungono la soglia di eccellenza: la situazione dell’Italia risulta ancora peggiore. Il suo livello si colloca tra il 25° percentile e la mediana dei 22 paesi; ma le differenze rispetto ai paesi più virtuosi sono abissali: se in Italia solo il 5% dei bambini giunge alla soglia di eccellenza per il 4° grado, in Korea tale quota è ben del 40%; nell’8° grado la situazione è del tutto analoga: 5% dell’Italia contro il 50% della Korea; per i 15enni l’Italia vede solo il 2% dei suoi studenti a livelli di eccellenza contro l’8% dei paesi più virtuosi. 

In sintesi possiamo dire che, in Italia, le coorti di studenti che raggiungono livelli di eccellenza sono meno numerose tra 4 e 10 volte, a seconda dei gradi di istruzione, rispetto ai paesi più virtuosi. Sembrerebbe quindi che l’Italia, oltre a raggiungere livelli degli apprendimenti a malapena vicini alla media (mediana) mondiale, abbia una forte scarsità di punte di eccellenza, che inevitabilmente sono quelle dalle quali si originano buoni studenti universitari e, quindi, insegnanti e ricercatori. Ciò appare un fatto di cui preoccuparsi seriamente. 



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