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SCUOLA/ Serianni: 3 consigli ai prof per evitare la "rottamazione" dell'italiano

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3. Scarso dominio del lessico astratto (evincere, deflettere...), delle solidarietà lessicali (furtivo può dirsi di un oggetto o di uno sguardo, ma non di un comportamento; si può incutere timore o soggezione, ma non ammirazione o disprezzo), delle frasi idiomatiche (mi fai cadere le brache!, naturalmente per mi fai cadere le braccia!: perla còlta l’altro giorno in metropolitana sulle labbra di una signora sulla cinquantina; tanto per non dare tutte le colpe ai ragazzi). Rafforzare il versante lessicale e semantico implica, più che mai, allargare il ventaglio dei testi letti, e farne oggetto di esercizi mirati.

Buon senso spicciolo, si dirà. Non lo nego. Ma mi piacerebbe che si raccogliessero i due suggerimenti di fondo che lo alimentano: moltiplicare gli esercizi e i testi su cui praticarli, da un lato, e salvaguardare i testi letterari, senza farli diventare pretesti per esercizi di lingua. Va da sé che una buona consuetudine con la letteratura migliora le nostre capacità linguistiche; ma il suo ufficio è più ampio e meno specifico. E forse un editoriale di un grande quotidiano può fornirci materiale operativo più immediatamente utile per rafforzare le competenze linguistiche dei nostri alunni.



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COMMENTI
21/02/2013 - Lettura del testo (Sergio Palazzi)

Da un po' sto usando più frequentemente la lettura del testo per verificare se effettivamente gli studenti siano in grado di capire almeno quel che devono studiare. Una pagina scientifico-tecnica, specie se NON presa da un Libro-Di-Testo ma da documenti reali, può dare indicazioni molto concrete sulle capacità di lettura e comprensione anche del linguaggio corrente. Infatti negli ultimi anni mi accorgo che la mia abitudine a non seguire un solo riferimento, ma piuttosto invitare gli studenti a confrontare quelli disponibili, si scontra con la difficoltà oggettiva che non solo l'inglese, ma anche l'italiano viene compreso con qualche difficoltà. Ma, come ho scritto a volte anche su queste pagine, sarebbe il caso che proprio gli insegnanti di italiano cercassero di uscire dalle solite paginette di antologia ed affrontare gli argomenti che i loro studenti conoscono e percepiscono meglio, rispetto al gergo ed ai luoghi comuni di certo "criticismo"; in questo gli istituti tecnici offrono possibilità decisamente più creative. La molteplicità di linguaggi testuali, numerici ed iconici (offerta e richiesta soprattutto dalla chimica), si presta particolarmente ad un lavoro interdisciplinare, ma per condividere un discorso simile bisogna essere in due. E qualche volta il partner meno disponibile e meno dotato è proprio il docente di italiano; del resto, se proprio questo si mostra indulgente sugli aspetti formali della comunicazione scritta, non è che gli altri possano fare miracoli.