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SCUOLA/ Iscrizioni online, Profumo "scambia" le scuole col ministero

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Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (InfoPhoto)

Nessuna proroga, quindi, per il termine del 28 febbraio alle iscrizioni online per le classi prime. È strano però: per trasferimenti, pensionamenti, scadenze di bilanci le proroghe ci sono sempre state. Per le famiglie, no: “questo Paese deve imparare - ha detto Profumo - che se ci sono regole vanno osservate organizzandosi per tempo”.

1. Al 14 febbraio le domande di iscrizione trasmesse alle scuole erano 1.027.797 e, a detta del Miur, eravamo giunti al 65,3% delle iscrizioni attese. Il che significa (se le percentuali non sono un’opinione) che ne mancavano circa 573.000 non ancora inserite. Dai dati disgregati poi si legge che vi sono regioni dove le domande trasmesse non raggiungono neppure il 50% (Basilicata) oppure lo superano di poco (Sardegna, Calabria e Sicilia).

Ma a dire il vero gli stessi dati del Miur non sono molto chiari. Infatti il giorno prima, 13 febbraio, un comunicato sempre del Miur sosteneva che la meta da raggiungere era di 1.700.000 iscrizioni. Se questi altri conti sono veri e se il ritmo di 40.000 al giorno dichiarato dal Miur fosse mantenuto, il 28 febbraio all’appello potrebbero mancare più di 200.000 iscrizioni, cioè 20.000 scuole intere... dopo il dimensionamento.  A meno di aspettarci un’impennata finale. 

2. Alla difficoltà delle cifre ed alle ombre sulla trasparenza romana siamo un po’ abituati e quindi anche queste potrebbero ballare, sia per la fascia sconosciuta delle paritarie che non è stata obbligata a usare internet, sia per un fenomeno occorso in moltissime scuole. Infatti, per venire incontro alle difficoltà delle famiglie nell’uso della casella postale e nella compilazione online, moltissime scuole hanno fatto compilare le domande sul modulo cartaceo e per poi provvedere in seguito all’inserimento a sistema.

Il ministro invoca serietà e rispetto delle regole stabilite da Roma: insieme a questo sussiego sarebbe stato bello vedere anche il rispetto per le persone, il loro lavoro, le loro situazioni reali, la diversità dell’Italia.  In fondo non era sconosciuta la mancanza di uso della rete per più del 50% delle famiglie e la mancanza di caselle di posta elettronica per oltre due terzi di queste. Ma lo sa il ministro che per far funzionare le iscrizioni online le scuole hanno creato caselle di posta elettronica per un terzo delle famiglie? Non si direbbe che nei loro confronti l’operazione organizzata dal Miur, che ha avuto momenti di seria difficoltà per la quale l’Amministrazione ha dovuto fare un intervento straordinario, abbia avuto altrettanta attenzione. 

Così, mentre qualche preside faceva (da queste pagine) l’elogio della modernità, le segreterie delle scuole dovevano distaccare per oltre un mese una persona da dedicare al servizio. Il marchingegno costruito poi è di complesso utilizzo per le scuole stesse, che devono sempre avere nelle mani tutti i codici delle scuole per decifrare le provenienze o le destinazioni delle domande. Non ultimo, hanno dovuto utilizzare più carta di prima, visto che ogni modulo è composto di almeno 8 pagine. 



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COMMENTI
26/02/2013 - Mi legge poco... (Franco Labella)

Continuo a dire cose serie scrivendo con ironia. Lei mi legge poco altrimenti saprebbe che come ho scritto qualche giorno fa (e non voglio tediare ancora con il mio curriculum "tecnologico") la mia posizione è esattamente sovrapponibile alla sua. Solo che, come è evidente anche in queste ore, ci sorprendiamo a non capire l'altro. Brutta sensazione veramente...

 
22/02/2013 - Solo un po' di ironia... per il momento (Franco Labella)

Vorrei pregare il DS Pellegatta di inviare il suo articolo al suo collega, entusiasta tecnologico, Cereda. Di modo che, ogni tanto, il confronto tra pari porti anche ad abbandonare le "certezze". Se, infatti, si leggono in sequenza l'articolo sullo stesso tema di Cereda e questo di Pellegatta si ha l'esatta visione di quanta strada ci sia da fare anche sul terreno minato della velleità tecnologica. Lo scrivo dopo aver visto un servizio di "Leonardo" sulle difficoltà reali per introdurre, in Italia, lo scrutinio elettorale elettronico. Che siano passatisti anche i redattori scientifici di Leonardo? E pensare che da giovane avevo somma diffidenza della Realpolitik...