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SCUOLA/ Un prof: gli studenti hanno un cuore troppo grande per essere mediocri

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Altro che mediocrità. In questa prospettiva di reciprocità di cui l’educazione vive, ogni domanda degli studenti, ogni osservazione, anche ogni critica diventa non più un ostacolo ma una occasione per conoscere più a fondo quello che spiego loro. Così che insegnare è sempre, per me, imparare. Come è affascinante questa avventura che oggi mi si è ripresentata in tutta la sua ampiezza: fare scuola non è resistere alla mediocrità che sarebbe diventata dominante, tutt’altro, è liberare le energie positive che ogni ragazzo e ogni ragazza porta dentro di sé. Sono grato di avere questa possibilità, io, che sì sono mediocre, più mediocre di tutti i miei studenti: la presenza viva di questi giovani, con la loro sensibilità, con la loro freschezza, con la loro vivacità mi portano a trovare dentro ogni ora di lezione un segreto che io da solo non scoprirei, il segreto della conoscenza. 

Forse che mi è capitato di vivere in un’oasi felice? Non credo. Penso che tutte le classi siano così, penso proprio che la mediocrità sia solo una categoria sociologica, e che i ragazzi e le ragazze di questa generazione siano uno ad uno semplicemente delle persone su cui puntare. Questo penso che si debba imparare a vedere negli studenti che si hanno davanti, la positività che portano dentro e da cui poter costruire. Una positività che aspetta solo chi la sappia valorizzare. 



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
24/02/2013 - scuola (delfini paolo)

Grazie di cuore a Gianni Mereghetti per l'articolo. Anche io lavoro nel mondo della scuola e quello che egli afferma nei confronti dei suoi alunni vale per gli studenti del mio Istituto. Condivido del tutto la sua riflessione.