BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

INCHIESTA SCUOLA/ 3. Medie e superiori preparano il sottosviluppo del paese: i numeri

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

InfoPhoto  InfoPhoto

Continua l'inchiesta di Enrico Gori e Raffaella Marin sullo scarso livello degli studenti italiani in ingresso all'università. Un problema che chiama in causa tutto il nostro sistema formativo. Qui la prima e la seconda puntata.
 

3. Tassi di accesso ai diversi gradi di istruzione - L’analisi dei tassi di accesso ai diversi livelli di istruzione riveste un interesse ovvio. Nei paesi in via di sviluppo, ad esempio, il tasso di accesso all’istruzione primaria è uno degli indicatori più importanti per valutare il raggiungimento degli obiettivi di alfabetizzazione di base. Nei paesi ricchi tale indicatore può risultare meno interessante poiché, in forza delle leggi sull’obbligo scolastico, nella maggioranza delle situazioni tale tasso raggiunge il livello del 100%. L’interesse si sposta allora verso la considerazione dei tassi di accesso all’istruzione secondaria e terziaria (sempre secondo le definizioni della Banca Mondiale). Anche il tasso di accesso all’istruzione pre-primaria (scuola dell’infanzia) riveste, tuttavia, un notevole interesse in tutti i paesi in quanto, data la non obbligatorietà dell’accesso, molti economisti dell’educazione e dello sviluppo guardano sempre più a tale forma di intervento come un mezzo efficace per contrastare le differenze e lo svantaggio sociale. Di recente ricerche OCSE hanno evidenziato che, al netto degli altri fattori sociali, si osserva un forte effetto positivo, sul livello di apprendimento di Matematica a 15 anni, derivante dall’avere frequentato la scuola dell’infanzia. La differenza tra tassi di accesso “gross” e “net” si riferisce al fatto che nel caso “net” il rapporto rappresenta la % di persone iscritte al grado di istruzione di interesse in età prevista per tale grado (quindi non può mai essere superiore a 100%), invece “gross”, in particolare per l’istruzione Terziaria, è il rapporto tra il totale degli iscritti a tale grado di istruzione e il totale della coorte di persone nella classe quinquennale di età che segue la fine della scuola secondaria. 

Dall’analisi dei dati della Banca Mondiale si desume quanto segue.

Tassi di accesso alla scuola dell’infanzia e primaria. I tassi di accesso alla scuola dell’infanzia sono ormai giunti nel nostro paese ai massimi livelli già da 20 anni, superando da tempo gran parte degli altri paesi OCSE. Se da un lato questo può rappresentare un fatto positivo, dall’altro significa che politiche educative volte al miglioramento dei risultati di apprendimento nei gradi di istruzione successivi non potranno sfruttare questa variabile, e dovranno invece porre con forza, per la prima volta, la questione della qualità ed efficacia delle strutture preposte all’educazione pre-primaria, indagando i livelli di apprendimento con i quali i giovani in uscita dalla scuola dell’infanzia si presentano al primo anno della scuola primaria. Gli elevati livelli di partecipazione alla scuola dell’infanzia, rispetto agli altri paesi OCSE e non OCSE, lasciano inoltre intuire che la scuola primaria italiana goda di un ovvio vantaggio rispetto agli altri sistemi educativi, proprio in ragione del maggior bagaglio conoscitivo dei giovani che vi fanno ingresso, e pertanto migliori risultati nelle indagini TIMSS sono in parte attesi. La scuola primaria ha, ormai da 40 anni, tassi di accesso che superano il 98%; fa comunque riflettere il fatto che ancora nel 2010 ci possa essere un 1-2% della popolazione dei giovani da 6 a 10 anni che sfuggono all’obbligo scolastico: in base a coorti medie di 500mila nati, questo significa che un numero di ragazzi tra 25 e 50mila non frequenta la scuola primaria.



  PAG. SUCC. >