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INCHIESTA SCUOLA/ 4. I soldi non c'entrano. Servono meno prof ma più bravi

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Un dato per tutti deve essere divulgato al pubblico: l’Italia sta sotto gli Stati Uniti in ogni livello di istruzione analizzato dalle indagini internazionali, ma gli Stati Uniti hanno varato nel 2001 una legge che va sotto il nome di “No Child Left Behind Act”, la quale sancisce il principio che nessun ragazzo debba essere lasciato indietro nella crescita verso il raggiungimento di elevati standard di conoscenza. Non siamo qui a raccomandare l’impiego degli strumenti previsti da tale legge (voucher, chiusura delle scuole inefficaci, privatizzazione ecc.) ma a consigliare che le non poche risorse umane presenti nella scuola italiana (anche se forse sotto pagate, ma oggi avere un lavoro è già qualcosa!) siano in parte impiegate nel controllare che la crescita di ogni studente risulti adeguata a standard sempre più elevati e che si provveda ad azioni di recupero in maniera sufficientemente frequente da rendere possibile il recupero medesimo: un debito nell’ambito della conoscenza diventa spesso una voragine incolmabile se non la si recupera in tempo. 

Gli istituti nazionali di valutazione, ovviamente impossibilitati a giungere al livello del singolo studente (purtroppo l’unico livello che conta veramente), dovrebbero limitarsi a 5 azioni fondamentali:

1. sensibilizzare le famiglie riguardo al valore degli apprendimenti e all’importanza di una sua misura oggettiva e sistematica;

2. costruire la scala di misura oggettiva per le discipline fondamentali;

3. costruire su un campione nazionale di studenti curve di crescita degli apprendimenti, dal primo anno delle elementari all’ultimo anno delle superiori, in modo da ottenere carte di controllo (analoghe a quelle del peso per i neonati) rispetto alle quali poter collocare in ogni momento, attraverso un test, il livello di un qualsiasi studente;

4. costruire un’interfaccia web che consenta ad ogni studente, ad ogni famiglia, ad ogni insegnante di conoscere il livello del singolo, o di un gruppo di studenti, in ogni momento dell’anno; 

5. aiutare le scuole ad organizzare con cadenza frequente azioni di recupero individuali e di gruppo, anche “rompendo” il concetto di classe ed introducendo quello di “gruppo di livello” almeno per il tempo necessario al recupero.

Si tratta di una strategia che risulta ben sperimentata da parte di organizzazioni quali la NWEA, valida sia per scuole pubbliche  che private, ed è una delle poche azioni di “accountability” in grado di favorire l’unica attività che ha qualche speranza di ottenere qualche risultato di miglioramento dei livelli di conoscenza, ovvero una azione di “valutazione formativa” continua e costante nel tempo. Per inciso, ma si fa per dire, questa impostazione sarebbe l’unica in grado di mettere in contrasto gli interessi degli stakeholders (le famiglie) e quelli dei produttori (le scuole), rendendo inutili strategie di cheating che, purtroppo − risultati INVALSI docunt −, sono state ben apprese ed implementate nelle scuole italiane.

(4/4 - fine) 



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COMMENTI
26/02/2013 - Pure in Cina producono a minor costo... (Franco Labella)

Mi perdoneranno lo statistico e la psicologa autori di un ponderoso dossier che ho letto, diligentemente, in tutte le puntate se sarò limitato e grossier. Ma quando leggo che in Korea (che sarà come l'Amerika col cappa che, però, nell'alfabeto italiano non esiste) si utilizzano minori risorse umane mi viene in mente di dire che anche in Cina (o dovrei scrivere China?) producono oggetti a costi infinitamente più bassi dell'Occidente. Forse, però, tablet e studenti hanno qualche differenza. In più affiorano due ricordi: la descrizione delle condizioni raccontatemi da un mio studente cinese che rievocava, non esattamente in termini entusiastici, la sua classe di 50 studenti e mia madre che mi racconta la sua esperienza di maestra nelle pluriclassi del dopoguerra di 30 alunni. Due anni fa ho deciso di provare a tenere un corso di recupero extracurricolare con un numero limitato di allievi (10 anzichè i 15 usuali). E' stata l'unica occasione in cui, oltre che risultati accettabili, mi sono sentito dire: "Prof. ma lo sa che oltre che recuperare è stato pure bello frequentare il corso?" Ma è evidente che i miei dati sono statisticamente irrilevanti... come c'ha spiegato l'ottimo Trilussa.