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SCUOLA/ Cosa vuol dire educare in tempi di grillismo dilagante?

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Beppe Grillo (InfoPhoto)  Beppe Grillo (InfoPhoto)

Diverse sono, tuttavia, le sfaccettature e le applicazioni dei principi. A Parma, per esempio, il neosindaco grillino è stato contestato perché ha alzato le rette degli asili nido e delle scuole materne. D’altra parte, tutti i partiti che si sono presentati alle elezioni (o quasi tutti) hanno promesso nuovi finanziamenti per la scuola, eppure non ci si rende conto che con l’estensione della scuola paritaria lo Stato potrebbe risparmiare. Come controprova, se le scuole paritarie chiudessero i battenti, lo Stato sarebbe costretto ad accogliere 750mila alunni, decine di migliaia di docenti e personale scolastico, per un costo di 6 miliardi e 200 milioni di euro; i comuni non saprebbero come coprire la spesa di 600mila bambini. Sarà bene avere sotto gli occhi questi numeri, nel prossimo periodo di inevitabili risparmi economici che non si traducano in tagli, ma in crescita del tessuto della comunità sociale. 

Accanto ai motivi di ordine teorico la scuola soffre di tutta una serie di problemi di ordine pratico che in attesa dell’insediamento di un nuovo governo, quale che sia, sono da portare a compimento. Basti accennare al sofferto iter del Tfa che deve essere concluso in attesa che la formazione iniziale dei docenti sia portata a regime. Di seguito, si apre la partita dei concorsi per l’immissione in ruolo dei docenti: ce n’è uno che si sta svolgendo, ve ne saranno altri? Che ne sarà del nuovo sistema di reclutamento? Il precariato storico, che guarda in parte al grillismo e in parte al vetero sindacalismo giocherà la sua partita per la riapertura delle graduatorie ad esaurimento, probabilmente. Il sistema sarebbe in questo caso veramente allo sbando. 

In ogni caso, rispetto a tutte le casistiche enunciate, nessuno e nulla potrà impedire di educare, cioè di trasmettere non solo nozioni, ma un senso della realtà attraverso gli oggetti dello studio, se c’è un soggetto adulto disponibile a farlo. Nel clima di ricostruzione di ogni aspetto della vita pubblica che si sta affermando, anche la scuola dovrà giocare la sua partita e, nella scuola, tutti coloro che hanno a cuore, al di là di tutte le possibili forme sperimentali di democrazia diretta o legalitaria, il destino delle giovani generazioni. La scuola è veramente da inventare ogni giorno, ma è possibile farlo se chi la vive come avventura dell’incontro e della conoscenza è anzitutto disponibile a mettersi in gioco in prima persona, sia in rapporto ai propri alunni, sia ai propri colleghi. Da questo punto nasce una responsabilità che non si fa scalzare da vecchi e nuovi profeti, ma è disponibile a confrontarsi con chiunque perché sa cogliere la ragione profonda delle cose. 

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COMMENTI
28/02/2013 - Ancora con la fola di Cittadinanza e Costituzione (Franco Labella)

Finirà che bisognerà riconoscere qualche merito a Grilo e M5S e lo dice uno che non li ha votati. Leggere nell'articolo di Foschi ancora una volta la fola di "Cittadinanza e Costituzione" come di una disciplina esistente e che viene trattata nelle scuole è veramente irritante. Sfido Foschi a segnalare anche solo 20 scuole lombarde dove C&C, laddove non ci sia l'insegnamento del Diritto, viene regolarmente svolta. Quando leggerò il dato cambierò opinione. Fino ad allora continuerà a ricordare la paginata sul Corriere di Ernesto Galli della Loggia che favoleggiava di un voto in pagella di C&C e ci ha pure costruito un ragionamento sullo Stato etico. Peccato che non avesse manco idea di scrivere a proposito del nulla. E se Grillo riuscirà almeno in questo a strappare un velo di ipocrisia....finisce che alle prossime elezioni lo voterò anch'io nonostante aborra il suo populismo anche un po' ingnorante. Mi riferisco al fatto che, ancora una volta, è stato necessario scomodare i costituzionalisti per far capire un dato semplice: senza fiducia non c'è un Governo. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia. Ps: in Canton Ticino'è una situazione analoga alla nostra su C&C.ma leggete qui la differenza: http://profumodiscuola.com.unita.it/scuola/2013/02/17/svizzera-italia-1-0-bersani-e-vendola-battete-un-colpo/. E chiedo venia per il link esterno.....

 
28/02/2013 - UNA SFIDA INTERESSANTE (Gianni MEREGHETTI)

Una sfida interessante, una sfida che va alle radici di un compito sempre più urgente e che ha in Benedetto XVI il segno più appassionante. Ce lo insegna lui che cosa voglia dire educare oggi, con la testimonianza che ci dà della sua risposta al reale, alle sue urgenze, alle sue domande. E mentre tutti ondeggiano tra chi vuole sradicare ogni certezza e chi la vuole imporre, rimane una e una sola certezza, quella di chi segue nella vita la shock dell'impatto con l'umano. Questo è l'inizio e la prospettiva dell'educazione, partire dal sussulto che si avverte nell'impatto con il reale, comunicare questa semplice sequela a ciò che urge nella vita, stare nel solco affascinante dell'umano. C'è solo da seguire la ricchezza che portiamo, la profonda commozione che imprime una nuova e mai spenta giovinezza. Non c'è nulla da condannare, nulla da esaltare, c'è solo da essere leali con la propria umanità, impegnati con tutto quello che urge nella vita. E' sempre più affascinante il compito dell'educazione, sempre più incalzante dentro queste apparenti svolte epocali.