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SCUOLA/ Rivoluzione civile (Ingroia): le priorità? Precari e scuole pubbliche

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Antonio Ingroia (InfoPhoto)  Antonio Ingroia (InfoPhoto)

No. Esprimiamo infatti la nostra contrarietà alla separazione tra la formazione degli insegnanti e il loro reclutamento. Siamo fermamente convinti che per rispondere all’esigenza di affidare le nostre scuole a personale qualificato e al contempo evitare la formazione di nuovo precariato scolastico per il futuro si debba prevedere un percorso formativo sicuramente selettivo e strettamente connesso con il reclutamento. È chiaro che nell’immediato devono comunque essere affrontate e risolte le questioni riguardanti l’attuale precariato scolastico, il cui mancato assorbimento è stato dovuto esclusivamente ai tagli operati negli ultimi anni e quindi riteniamo che sia necessario prevedere una fase transitoria per l’assorbimento dei precari prima di procedere all’attivazione di nuove procedure di reclutamento.

Il ministro Profumo ha bandito un concorso. Al tempo stesso la legislatura si chiude senza che un nuovo regolamento per il reclutamento dei docenti sia in vigore. Qual è il vostro progetto in merito?
Innanzitutto ci teniamo a precisare che siamo consapevoli che l’indizione dell’attuale concorso, al di là delle affermazioni demagogiche del ministro Profumo, non sia nata dalla necessità di innalzare la qualità del nostro sistema di istruzione né dall’esigenza di reclutare personale qualificato: le attuali graduatorie ad esaurimento infatti sono piene di personale già specializzato e che ha tutte le carte in regola per ottenere la stabilizzazione lavorativa in base al meccanismo di scorrimento, negata ormai da troppi anni. Questo concorso sta sortendo l’unico effetto di creare spaccature all’interno di una categoria di lavoratori già ampiamente vessata e di dar vita ad ulteriori contenziosi nei confronti della pubblica amministrazione. La mole di ricorsi presentati negli ultimi mesi contro il bando del concorso rappresenta una prova sufficientemente chiara dell’inopportunità e dell’illegittimità di tale provvedimento.

E per quanto riguarda formazione e reclutamento? Come deve avvenire l’assunzione degli insegnanti: a) per impedire la formazione di nuovo precariato? b) per selezionare personale che sia effettivamente capace di insegnare?
Per quanto attiene alle nostre proposte in merito alla formazione e al reclutamento del personale docente, precisiamo che è già presente in Parlamento una proposta di legge, l’A.C. 5075, presentata dall’IdV nel 2012, che, a nostro avviso, costituisce un punto di partenza per avviare una discussione con chi vive e opera all’interno delle nostre scuole anche sul tema del reclutamento. Tale proposta prevede, proprio nell’ottica delle affermazioni precedentemente esposte, la connessione tra formazione e reclutamento dei docenti: si prevedono infatti percorsi di specializzazione a numero chiuso e programmato in base alle esigenze del nostro sistema di istruzione che formino i nuovi docenti sia sul piano più strettamente didattico-disciplinare che su quello socio-psico-pedagogico; è prevista inoltre un’attività di tirocinio da effettuarsi presso le nostre scuole con la supervisione di insegnanti tutor; il personale in formazione sarà poi utilizzato, con contratto di formazione, per coprire gli incarichi di supplenza oggi attribuiti con contratto a tempo determinato ai precari e successivamente, previo superamento delle prove di abilitazione, tale contratto verrà trasformato in contratto a tempo indeterminato.

Si è parlato in tempi recenti di assunzione diretta dei docenti da parte di scuole o reti di scuole, sulla base dei posti disponibili e dell’offerta formativa di ciascuna scuola. Cosa ne pensa Rivoluzione civile?



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COMMENTI
06/02/2013 - Rivoluzione civile senza il Diritto? (Franco Labella)

Nei giorni scorsi una lettera su Repubblica proponeva di inserire l'analisi e lo studio della mafia nelle scuole italiane. Spesso se ne leggono altre di lettere che individuano la necessità di far crescere il senso civico innanzi tutto negli studenti. Cinque pagine di intervista e le due esponenti della lista di Ingroia, magistrato antimafia mica comico genovese, non ritengono di dover fare nemmeno un accenno alla necessità di ripristinare, nelle scuole superiori italiane, lo studio del Diritto eliminato dal riordino gelminiano e confermato da Profumo che ha trovato il tempo di occuparsi solo del Liceo sportivo? Insomma è insopportabilmento vero che prevale l'idea paradossale, sponsorizzata s'immaginava solo dai Bruschi e dagli Zanon, che l'educazione alla legalità si possa fare senza le leggi e la conoscenza delle norme. O che si possa discutere, strumentalmente, di MPS e derivati consentendo poi che di Educazione finanziaria nelle scuole di occupino quelle stesse banche di cui si lamentano errori ed omissioni. E' proprio vero: anche questa campagna elettorale conferma che della scuola, in realtà, non frega proprio niente a nessuno o quasi. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto ed Economia