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SCUOLA/ Centemero (Pdl): vogliamo il buono scuola in tutta Italia

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

La nostra costituzione prevede i concorsi come sistema di accesso alla pubblica amministrazione e, di conseguenza, anche alla scuola. Questo è il punto dal quale deve necessariamente partire ogni riflessione sul sistema di reclutamento. Pensiamo quindi a concorsi biennali che evitino la creazione di graduatorie ad esaurimento. Si dovrà poi ragionare sulle modalità di svolgimento di questi concorsi e soprattutto sulla possibilità che le scuole, in rete, possano scegliere docenti.

Si è parlato in tempi recenti di assunzione diretta dei docenti da parte di scuole o reti di scuole, sulla base dei posti disponibili e dell’offerta formativa di ciascuna scuola. Cosa ne pensa?
Penso che il nostro Paese sia molto complesso e molto diverso. Cambiamenti di questa portata sono di lungo respiro e richiedono un percorso fatto di piccoli passi se vogliamo che abbiano una valenza nazionale e non solo locale.

La professione docente è valutabile? Perché e chi deve presiedere a questo compito?
La scuola può e deve essere valutata. Ma nel farlo non si può non tenere conto che la qualità del servizio offerto agli studenti e alle famiglie deriva da una pluralità di fattori. Mi riferisco all’offerta formativa, ma anche ai docenti che la realizzano e ai dirigenti che compiono scelte importanti ai fini del buon funzionamento dell’istituto scolastico. Per questo abbiamo sempre proposto un sistema di valutazione a tre gambe: organi interni di autovalutazione, valutazione degli apprendimenti, anche attraverso l’Invalsi, e un sistema di valutazione esterna attraverso ispettori indipendenti.

Alla valutazione deve o no corrispondere una diversa retribuzione? Ritiene che scatti e anzianità siano la sola strada possibile?
È del tutto evidente che questo articolato processo di valutazione debba essere accompagnato da un adeguato sistema di riconoscimento dei meriti. Abbiamo tanti insegnanti capaci e preparati che rappresentano la spina dorsale del nostro sistema di istruzione. Credo sia doveroso offrire loro delle possibilità di “carriera” che consentano di superare una volta per tutte la logica del “ti pago poco, ti chiedo poco”.

Veniamo alla valutazione delle scuole. Che ruolo deve/può giocare la valutazione dei singoli istituti per il miglioramento del nostro sistema scolastico? Cosa fare?
La valutazione va vista nell’ottica di un miglioramento continuo. È un passaggio indispensabile a far emergere i punti di forza e di debolezza delle nostre scuole e, di conseguenza, dell’intero sistema. I primi possono infatti tradursi in buone pratiche da diffondere in altri istituti, in un rapporto di rete e di interazione continua che aiuti a superare criticità e problemi.

Cosa pensa delle rilevazioni nazionali Invalsi sull’apprendimento degli studenti? Il suo partito cosa propone?



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COMMENTI
18/02/2013 - siamo ancora lontanissimi dalla vera parità (sara faletto)

Che la sig.ra Centemero porti a esempio la Lombardia per quanto riguarda la parità tra scuola statale e scuola libera attraverso il "buono scuola" è semplicemente ridicolo: circa 350 euro a figlio è una goccia quasi irrilevante rispetto a costi per le famiglie che si aggirano intorno ai 4.000 euro. Altro che parità! La vera parità si avrebbe se le tasse che già tutti pagano servissero a coprire i costi delle scuole paritarie. Il buono scuola al 100% è l'unica proposta veramente valida.

 
07/02/2013 - Nulla che attiri e catturi 3 milioni di voti (Vincenzo Pascuzzi)

Riposte vaghe e generiche - quelle di Elena Centemero - in linea con il programma elettorale Pdl. Nessuna indicazione precisa e quantificata relativamente ai tempi e alle risorse economiche occorrenti (quante - ad esempio - ne servirebbero per il buono scuola “esportato” in tutta Italia?). Ignorate questioni importanti: classi-pollaio, dispersione, calo delle matricole, sicurezza degli edifici scolastici, ecc. Anche qualche contraddizione: concorsi e insieme scuole in rete che scelgono i docenti?! Anche per Pdl vale quanto dice Vittorio Lodolo D’Oria, «non vedo, nei programmi dei partiti in vista delle elezioni, alcuna attenzione alle problematiche degli insegnanti e alla loro salute. Però, se la scuola può ottenere qualcosa, è proprio adesso. I docenti e le loro famiglie sono oltre 3 milioni di voti. Non pochi, vero?» (SETTE, Corriere della Sera, 18 gennaio). Domande: 1) Pdl continuerà con la politica dei tagli? 2) Gelmini verrà riproposta a capo del Miur? 3) La scuola corre questo rischio? Conviene saperlo!

 
07/02/2013 - Refuso (Franco Labella)

Vorrei segnalare al redattore un gigantesco refuso: avete attribuito al Pdl1 (Popolo della Libertà) il testo relativo all’intervista al Pdl2 (Partito del Lavoro). Ci sono tanti gruppi politici nuovi e perciò siete scusati per la confusione. Ma non si può giocare così con l'informazione. Il Pdl1 non esiste più, la Gelmini è stata una invenzione dei giornali comunisti ed i tagli di cui spesso si è parlato per le scuole, in realtà, avevano a che fare con i coiffeur. Quanto al buono-scuola è necessario chiarire che in molte zone d'Italia esiste il cattivo-scuola ed è quello che preferivano la Gelmini ed il Pdl1. Ora il Partito del lavoro giovanile della signora Centemero metterà a posto le cose e noi siamo contenti. A proposito: se la signora Centemero fosse, per ragioni di imitazione servile del marchio, in contatto con quelli del Pdl1 (anche se è improbabile vista la profonda diversità delle rispettive visioni), vorrebbe farsi portavoce di una richiesta? Tenetevi l'IMU, ridateci il Diritto a scuola. Così magari la buona scuola si diffonde. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia2 (che è uguale a quello 1, un po' monotoni forse... ma è per evitare l’imitazione servile di marchio)