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SCUOLA/ Centemero (Pdl): vogliamo il buono scuola in tutta Italia

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

L’Invalsi, così come le indagini internazionali Ocse, Pisa, Tims e Pirls, permette di valutare su scala nazionale il livello dell’apprendimento dei nostri studenti. In tutti i casi citati, si tratta di strumenti e come tale vanno utilizzati, senza pregiudizi e preconcetti. Va peraltro sottolineato che i risultati di queste rilevazioni possono incrementare la libertà di insegnamento e per questo riteniamo giusto sostenerli. La nostra scuola deve aprirsi sempre di più all’Europa e alla comunità internazionale.

La legge sulla parità scolastica (62/2000) comporta la distinzione tra scuole pubbliche e paritarie nel quadro di un unico sistema nazionale di istruzione e formazione. Secondo lei la parità può dirsi oggi realizzata? Cosa fare?
La scuola è pubblica, ossia di tutta la comunità. E il nostro sistema integra bene istituti pubblici e paritari. Il Pdl ha sempre sostenuto, e continuerà a sostenere, la libertà di scelta delle famiglie. Lo abbiamo fatto in modo concreto, attraverso il buono scuola e la dote scuola. E soprattutto lo abbiamo fatto garantendo in Parlamento il mantenimento dei finanziamenti alle scuole non statali e con una dura opposizione all’applicazione dell’Imu. Nella prossima legislatura interverremo ancora in questa direzione, perché vogliamo rendere certi e stabili i finanziamenti e mettere a sistema il buono scuola.

L’autonomia scolastica oggi è da considerarsi già attuata? Secondo il suo partito, nel quadro di una autonomia compiuta (non solo funzionale ma anche giuridica e finanziaria) una scuola potrebbe ricevere direttamente risorse finanziarie? A quali condizioni?
Purtroppo il governo dei tecnici, guidato da Monti, si è caratterizzato per il forte centralismo anche nei finanziamenti alle scuole. Penso, ad esempio, al Fondo d’istituto. Ora però dobbiamo guardare avanti e, al contempo, essere realisti. Occorre rivedere l’intero sistema di finanziamento e la sua gestione, a partire dal Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa e dal Fondo d’istituto. Non possiamo più pensare a finanziamenti a pioggia senza un’adeguata verifica dell’efficacia e dell’utilizzo delle risorse. Ed è indispensabile iniziare a ragionare in termine di costi standard e di reti di scuola.



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COMMENTI
18/02/2013 - siamo ancora lontanissimi dalla vera parità (sara faletto)

Che la sig.ra Centemero porti a esempio la Lombardia per quanto riguarda la parità tra scuola statale e scuola libera attraverso il "buono scuola" è semplicemente ridicolo: circa 350 euro a figlio è una goccia quasi irrilevante rispetto a costi per le famiglie che si aggirano intorno ai 4.000 euro. Altro che parità! La vera parità si avrebbe se le tasse che già tutti pagano servissero a coprire i costi delle scuole paritarie. Il buono scuola al 100% è l'unica proposta veramente valida.

 
07/02/2013 - Nulla che attiri e catturi 3 milioni di voti (Vincenzo Pascuzzi)

Riposte vaghe e generiche - quelle di Elena Centemero - in linea con il programma elettorale Pdl. Nessuna indicazione precisa e quantificata relativamente ai tempi e alle risorse economiche occorrenti (quante - ad esempio - ne servirebbero per il buono scuola “esportato” in tutta Italia?). Ignorate questioni importanti: classi-pollaio, dispersione, calo delle matricole, sicurezza degli edifici scolastici, ecc. Anche qualche contraddizione: concorsi e insieme scuole in rete che scelgono i docenti?! Anche per Pdl vale quanto dice Vittorio Lodolo D’Oria, «non vedo, nei programmi dei partiti in vista delle elezioni, alcuna attenzione alle problematiche degli insegnanti e alla loro salute. Però, se la scuola può ottenere qualcosa, è proprio adesso. I docenti e le loro famiglie sono oltre 3 milioni di voti. Non pochi, vero?» (SETTE, Corriere della Sera, 18 gennaio). Domande: 1) Pdl continuerà con la politica dei tagli? 2) Gelmini verrà riproposta a capo del Miur? 3) La scuola corre questo rischio? Conviene saperlo!

 
07/02/2013 - Refuso (Franco Labella)

Vorrei segnalare al redattore un gigantesco refuso: avete attribuito al Pdl1 (Popolo della Libertà) il testo relativo all’intervista al Pdl2 (Partito del Lavoro). Ci sono tanti gruppi politici nuovi e perciò siete scusati per la confusione. Ma non si può giocare così con l'informazione. Il Pdl1 non esiste più, la Gelmini è stata una invenzione dei giornali comunisti ed i tagli di cui spesso si è parlato per le scuole, in realtà, avevano a che fare con i coiffeur. Quanto al buono-scuola è necessario chiarire che in molte zone d'Italia esiste il cattivo-scuola ed è quello che preferivano la Gelmini ed il Pdl1. Ora il Partito del lavoro giovanile della signora Centemero metterà a posto le cose e noi siamo contenti. A proposito: se la signora Centemero fosse, per ragioni di imitazione servile del marchio, in contatto con quelli del Pdl1 (anche se è improbabile vista la profonda diversità delle rispettive visioni), vorrebbe farsi portavoce di una richiesta? Tenetevi l'IMU, ridateci il Diritto a scuola. Così magari la buona scuola si diffonde. Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia2 (che è uguale a quello 1, un po' monotoni forse... ma è per evitare l’imitazione servile di marchio)